Cosa fanno le tue mani

Cosa fanno le tue mani
Anna e Luca: semplicemente un uomo e una donna, che un giorno si incontrano e iniziano una relazione. Potrebbe sembrare una storia ordinaria, la loro: lei una musicista solitaria e schiva, attratta da partner non impegnativi; lui un manager di successo, sposato, con quattro figli. Nulla di più lontano dalla verità. Anna e Luca scoprono presto di non potere fare a meno l’una dell’altro. In preda a un sentimento totalizzante, consumano i loro corpi in amplessi violenti, lei accecata dalla gelosia, lui ossessionato dal desiderio di possederla, impadronendosi della “valle quieta di niente” che prova a scavare nei suoi impenetrabili occhi. Anna vive volontariamente segregata nell’appartamento che Luca ha creato per lei. C’è una finestra che guarda su una piazza, fuori. Un pianoforte e tutta la musica da comporre, dentro. Il resto non conta più nulla. Il suo mondo ora è quello, solo quello, riempito dalla presenza di Luca che è ovunque, iniettato nei suoi pensieri, nella sua testa, nella sua carne, prepotente, asfissiante e tossico, eppure maledettamente necessario. Luca crede di potere controllare ogni cosa, ma si sbaglia. Imprevedibilmente, la situazione gli sfugge di mano e per entrambi, a quel punto, è impossibile tornare indietro, guarire da quella dipendenza mortifera. Gli amanti, smarriti nei labirinti di una follia oscura perdono il contatto con la realtà, precipitando in un buio selvaggio di istinti e pulsioni pericolosi, che confondono la vittima e il carnefice. Solo uno dei due infine potrà rivedere la luce, forse. Trascinandosi addosso, per sempre, il macigno di un ardore funesto. Troppo crudele per essere chiamato amore…
Non è nuova MariaGiovanna Luini ad affrontare temi delicati: le degenerazioni “malsane” delle relazioni di coppia, come i disturbi alimentari, gli abusi sessuali, i traumi della solitudine e i lutti dell’anima, sono argomenti che tornano accennati o spinti in tutti i suoi romanzi, incluso quest’ultimo. Protagoniste sono, d’altra parte, preferibilmente, le donne, accompagnate da tre immancabili costanti, direi autobiografiche: il mare e l’ambiente medico, come metafore della vita, che si sdoppia nella quotidianità del dolore e nel bisogno di lenirlo, rifugiandosi lontano da esso, in una sospensione momentanea di flutti rigeneranti. Poi la scrittura. Le figure femminili raccontate dalla Luini sono profondamente avvinghiate alla parola, quasi che questa sia un’appendice del proprio essere, un’alchimia salvifica. In Cosa fanno le tue mani sembra avvenire qualcosa di nuovo.  La ritualità gestuale terapeutica della scrittura viene meno alla funzionalità della trama, cedendo il posto a un altro affascinante linguaggio, quello della musica. Una musica da inventare, unire, plasmare, che noi non ascoltiamo, ma ne avvertiamo la tensione attraverso l’irrequietezza di Anna, la sua artefice. Il verbo ha perso la sua facoltà catartica? Niente affatto. La scrittura viene qui invocata addirittura a due livelli, a rimarcarne la sua valenza prioritaria: l’autrice costruisce la narrazione procedendo in terza persona, dando la percezione di un’intenzione di distacco dai fatti. Ma sono i corsivi affidati all’io della protagonista, che ci rimandano al significato più profondo della parola, se non liberatoria, certamente medium essenziale per indagare il proprio sentire più intimo. Veniamo ora al genere nel quale inserire questa opera. Cosa fanno le tue mani è un romanzo erotico. Chi vorrà, potrà trovarvi tutti gli ingredienti per solleticare le proprie fantasie pruriginose. Ma la Luini va decisamente oltre le tonalità forti e ci consegna una storia “difficile”, duramente intensa, comune a tante relazioni sentimentali, alimentata da un morbo vizioso, dal quale è difficile risanarsi: l’ossessione. Che imprigiona Anna e ugualmente Luca, costringendoli a una sorta di schiavitù, assuefazione patologiche, che non possono non ricordare (con le debite differenziazioni) la celeberrima e scandalosa Histoire d’O di Dominique Aury, incentrata sul progressivo annullamento della volontà da parte della protagonista, che diventa proprietà personale del suo “signore” René. Cosa fanno le tue mani, per concludere, è il primo libro rappresentato in forma di videoromanzo erotico per sordi, in LIS (Lingua Italiana dei Segni). L’autrice, spiega, che la realizzazione di questo progetto importante, ha riscontrato diverse difficoltà. Francesco Giubilei di Historica ha accolto con entusiasmo la sfida e l’ha editato in forma cartacea. Il video invece è stato autoprodotto, grazie al coinvolgimento di una squadra di professionisti ed è disponibile sul sito http://www.mariagiovannaluini.it/eros oppure utilizzando il QR Code.

 

 

 

 
 
 
 
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