Cosa farò da grande?

Cosa farò da grande?
C’è una domanda che ogni adulto, genitore o meno che sia, ama porre ai bambini. Chiunque di noi almeno una volta si è trovato a dover rispondere o a propria volta a formulare quella domanda: cosa farai da grande? La risposta nei più piccoli arriva immediata, “come se ci stessero pensando e avessero intuito che all’interno della loro mente esiste una zona in cui si può andare a cercare la mappa del percorso che porterà a raggiungere la meta”. La tendenza così cara alla psicanalisi di considerare il passato ciò che determina il presente di ogni individuo, la ricerca nell’inconscio di particolari che possano far riemergere ricordi apparentemente dimenticati, che sarebbero i responsabili della tendenza a ripetere e ripetere ancora gli stessi schemi troppo spesso dannosi, ha oscurato a lungo il ruolo che invece spetta di diritto alla percezione del futuro. “L’analisi della relazione col proprio futuro, con la propria vocazione, col sé sociale, con la missione ideale da compiere, rende ragione della disperazione di molte persone, di tutte le età, che non sono più capaci di sperare e quindi non riescono a tenere in vita il futuro e a credere davvero che quello sarà il tempo in cui si realizzerà il desiderio, il progetto, la verità, il senso, la missione impossibile”. La percezione di indeterminatezza , la sensazione che sia finito il tempo della progettazione e della realizzazione dei propri desideri crea intollerabile angoscia a qualunque età…
Gustavo Pietropolli Charmet, psichiatra e psicoterapeuta di formazione psicanalitica, condivide in questo saggio con il lettore il percorso formativo che l’ha portato a porre particolare attenzione alla percezione del futuro da parte dei suoi pazienti e in più in generale di ogni individuo. Analizza la rivoluzione silente che ha avuto luogo nel nostro Paese, all’interno delle nostre case, ci racconta come i neonati non siano più percepiti come cuccioli da educare, anche rigidamente a volte e da far crescere. Agli occhi dei genitori, trasversalmente nel tessuto sociale, i figli divengono uomini e donne “in miniatura” da osservare, da assecondare, da consegnare precocemente alla comunità sociale. E questa parvenza di crescita fa bruciare le tappe troppo in fretta. In questo periodo di forte crisi non solo economica, in cui lo sguardo di chiunque si sposta più o meno volontariamente sul futuro, questo saggio che racchiude molti anni di esperienza dell’autore con gli adolescenti, fornisce strumenti per capire, porre attenzione e riflettere su ciò che accade nella mente quando viene perduta la speranza di una propria realizzazione, sia professionale che affettiva. Questo saggio fa parte della Collana “I libri del Festival della Mente”, voluta da Giulia Cogoli, direttrice dell’omonimo Festival di Sarzana. I saggi di questa collana propongono gli argomenti su cui ogni anno filosofi, artisti, scienziati e scrittori si confrontano durante la manifestazione.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER