Cose nostre - Malavita

Cose nostre - Malavita
Cholong-sur-Avre, Normandia, Francia. È notte fonda quando i Blake prendono possesso della loro nuova casa, una villa novecentesca in pietra normanna. Sembrano una famiglia come tante: Frederick, per tutti Fred, dice ai vicini di essere uno scrittore che sta lavorando a un libro sul celebre sbarco del 1944; Maggie, sua moglie, inizia ad occuparsi subito di beneficenza mentre i loro due figli, Belle e Warren, cercano d'integrarsi nella nuova realtà che vivono. E poi c’è Malavita, il loro cane, un bovaro australiano femmina, unitasi alla famiglia quando questa ha messo piede in Francia. I Blake, infatti, provengono da Newark, una città del New Jersey distante pochi chilometri da Manhattan. Il luogo in cui Frederick Blake era Giovanni Manzoni, esponente di spicco della mafia newyorchese. Il luogo in cui l’intera famiglia non potrà mai più mettere piede, dato che le rivelazioni di Giovanni, in seguito al suo pentimento, hanno fatto condannare don Mimino, il “capo dei capi”, a trecentocinquanta anni di carcere. E ora, su Fred Blake/Giovanni Manzoni, entrato a far parte del Protection Witness Program ˗ il programma di protezione dei pentiti di mafia ˗ vi è una taglia di venti milioni di dollari…
Già pubblicato in Italia nel 2006 col titolo Malavita, questo romanzo di Tonino Benacquista, scrittore di origini italiane ritenuto uno dei più brillanti autori francesi contemporanei, viene riproposto con un nuovo titolo dopo la trasposizione cinematografica di Luc Besson con protagonisti Robert De Niro, Michelle Pfeiffer e Tommy Lee Jones. Cose nostre - Malavita è la storia di una famiglia braccata che prova a crearsi una nuova esistenza ma è condannata a fare i conti con il proprio scomodo passato; la storia di coperture saltate, di mafiosi vendicativi fedeli ad un loro personalissimo codice. Riecheggiano in queste pagine modelli che hanno fatto la storia del cinema: Il padrino e Quei bravi ragazzi; ma anche i protagonisti della serie che negli Stati Uniti ha spopolato: I Sopranos. Merito di Benacquista, però, è quello di aver costruito un romanzo in cui l’analisi interiore dei protagonisti trova una collocazione importante nell’intero impianto narrativo, anche attraverso lo strumento dell’autoanalisi e della scrittura memoriale di cui Fred/Giovanni, novello Zeno Cosini, fa uso. Un romanzo che, pur trattando temi delicati, sembra non volersi prendere sul serio e tra scene pulp, ritmo serrato e dialoghi ben costruiti, giunge ad un finale esplosivo e dimostra tutta la sua forza nell’essere un’opera originale e totalmente sui generis.

 

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER