Credimi

Credimi
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Naomi si ritrova in un istituto psichiatrico, il Fairfax, invidiosa anche di una mosca che ha maggiori possibilità di evasione da quel posto che lei, invece, detesta. Due uomini e un’amica del cuore fanno parte della sua vita. Il primo uomo è Lachlan Halstead, il suo primo amore. È lui che incontra nella sala comune del Fairfax. La accarezza, Lachlan, la conosce da sempre. Si scambiano tenerezze, frasi importanti, si baciano. “Se mi ami devi stare meglio”, dice lui, mentre la accusa di essere crollata pur non essendo da sola, lasciandole intravedere il suo prossimo abbandono. E poi c’è Max, visione che appare e scompare, sdraiato in un letto con la schiena baciata dal sole che entra da una finestra aperta o in piedi, dietro di lei, davanti allo specchio, entrambi eleganti e felici. Anche Max ha parole d’amore per Naomi, tra baci e carezze. Anche Max le sussurra: “Se mi ami, non arrenderti”. E poi c’è la sua amica Lana, dalla quale è inseparabile. Al Fairfax Naomi è seguita e curata dal dottor Woods, sempre rigido, mai un sorriso, distante e capace di incutere timore. Sarà l’arrivo della dottoressa Genevieve Rutledge, più disponibile, accogliente, sorridente, a cambiare le sorti di Naomi? Già dal primo incontro traspare un cenno di fiducia e tra il desiderio di non ridursi come la ragazza che ha incontrato in corridoio e le esortazioni di Lachlan e Max che le ritornano in mente, ritrova la speranza e decide di parlare, di raccontarsi, ma soprattutto chiede alla dottoressa Rutledge di crederle...

Sono affascinanti i meccanismi di difesa di un cervello umano, così come è affascinante anche il modo con cui Calia Read li gestisce nel suo romanzo e li sviluppa per tutto il corso del libro che fin dall’inizio pone il lettore davanti a una realtà di sofferenza psichica, anche se non se ne intravede il motivo scatenante e lo si ricerca, di conseguenza, accelerando la lettura e letteralmente consumando pagine dopo pagine. Quello che ci si chiede, quasi fino alla fine è: ma perché? E si continua a leggere, si torna indietro pensando di aver perso un cenno, una frase importante... Forse per non arrendersi a quella che poi alla fine risulterà la verità inconfutabile. Ma perché? E l’intrigante sta proprio tutto qui, nel cercare di capire perché proprio Naomi, una ragazza forte, decisa, realizzata, che però si complica la vita, forse perché troppo generosa, che studia, è benestante, ama due uomini ed è contraccambiata da entrambi, perché proprio lei finisce in un istituto psichiatrico, mentre la sua amica Lana, debole e spaventata, che di problemi ne ha da vendere, riesce a scampare agli strani giochi della mente. E la soluzione alla fine è spiazzante, anche se chiarificatrice. Si comincia a intravedere a dieci pagine dalla parola “fine”, quando per Naomi arrivano le dimissioni dal Fairfax. La scrittura di Calia Read, precisa e puntuale anche nelle collocazioni temporali degli eventi, fa da complemento importante a una storia che coinvolge fino all’ultima parola.



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