Creole Belle

Creole Belle

L’ultima volta Dave Robicheaux se l’è vista davvero brutta. Al momento è in ospedale per riprendersi dai postumi della sua ultima impresa come detective della polizia di New Orleans. Fuori dalla spessa finestra il paesaggio della Louisiana inizia a virare verso l’inverno e questo non aiuta di certo lo spirito di un corpo già indebolito da morfina e antidolorifici. In giornate come questa la visita di Tee Jolie, una ragazza cajun che Robicheaux ha aiutato a venir fuori da un brutto incidente d’auto, ha il sapore di una vera e propria benedizione. Si è presentata con una Dr.Pepper, delle fette di lime e un iPod pieno di musica: doni decisamente graditi per un uomo che dovrà passare ancora qualche tempo lì dentro, impossibilitato persino ad aprire la finestra della stanza. Sfortunatamente la visita di quella ragazza dalla voce angelica e dalla parlata sgrammaticata, era dovuta anche a un’altra cosa, ciò che senza troppi giri di parole può definirsi un problema. Dice di stare con un uomo famoso, separato ma non divorziato che fa affari con gente discutibile e senza scrupoli nel settore petrolifero. E di aspettare un bambino da lui. Quest’ultima affermazione fa trasalire Robicheaux che preferisce celare il suo imbarazzo fissando il vetro del bicchiere, come se attendesse da esso una soluzione per smarcarsi dall’imbarazzo. Infine, mistificando la sua apprensione, rassicura Tee Jolie e cambia discorso...

La ragione per cui uno degli assi della narrativa noir contemporanea non abbia avuto in Italia grande fortuna, venendo sballottato come un pacco postale da una casa editrice all’altra, resta, per chi scrive, a dir poco oscura. La premessa è necessaria e mi auguro che Unorosso, nuovo marchio editoriale di Parallelo 45, possa dare finalmente continuità editoriale a un autore che oltreoceano è considerato un vero maestro di genere, ma non solo. Detto questo Creole Belle (titolo mutuato da un classico blues delle origini) è la dodicesima avventura del detective del NOPD Dave Robicheaux, figura poco nota in Italia ma personaggio di autentico culto che si è potuto fregiare anche di un paio di trasposizioni cinematografiche. In questa storia densa di mistero, doppiogiochismo, crudeltà gratuite e non si incrociano i destini di tanti personaggi comuni ed estremi, imprigionati nei chiaroscuri di anime scosse da traumi e tumulti profondi destinati a deflagrare. Ad affiancare Robicheaux in questo caso è l’ex collega Clete Purcel, problematico, manesco, dal passato burrascoso e, come tradizione poliziesca vuole, forte bevitore dal cuore d’oro. I due si dovranno mettere sulle tracce di una ragazza scomparsa e di un misterioso killer soprannominato Caruso (“Quando canta Caruso, tutti nel teatro diventano silenziosi. Quando va via, loro restano sulle loro sedie”) che a quanto pare si è divertito a fare fuori qualche gangster della zona tra cui il fumantino Bix Golightly (nel suo cognome è evidente la citazione di Colazione da Tiffany di Truman Capote, velatamente richiamato anche in un altro paio di punti del romanzo). Tuttavia il gioco sarà, ovviamente, più complesso e duro del previsto e ci vorranno parecchi whisky e pallottole per sbrogliare una matassa che non esita a coinvolgere ex-nazisti, torturatori professionisti e mercanti d’arte. Creole Belle però, da vera opera maturata nel solco della tradizione southern di Steinbeck e Capote, è a suo modo anche un romanzo di formazione in cui dinamiche come il rapporto tra padri e figli e la necessità di redenzione per una vita randagia e malvissuta si fanno prepotentemente spazio tra le pagine di un’indagine appassionante.



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