Crepe

Bologna. L’Alta Velocità sta conquistando le viscere della terra e allungando il tunnel che porterà treni e persone da una città all’altra con più rapidità. È il progresso, è il futuro. Ma il cantiere arrivato sotto la città sta causando danni strutturali alle costruzioni che ci stanno sopra. Crepe inquietanti compaiono sui muri, aprendo varchi su intonachi innocenti. Finestre e porte si rifiutano di chiudersi, una strana poltiglia puzzolente invade le cantine. Dentro una di queste palazzine popolari sconquassate dal progresso invisibile, un campionario di umana razza selezionata vive in prima linea i sommovimenti della terra. Arturo, farmacista agiato e insoddisfatto, incapace di comprendere i reali pensieri di suo figlio Ofreo, distaccato dalla realtà e con un piano purificatore in testa. Armida, vedova solitaria e padrona delle sue abitudini, vicina di Amanda, giovane giornalista in cerca del salto di qualità. Infine Gregorio, anatomopatologo con una facciata esteriore fin troppo perfetta, talmente ligio al dovere da spaventare. Un’esteriorità professionale che contiene però una serie di crepe tanto invisibili quanto inguaribili. E mentre la palazzina geme e si distorce al suono degli scossoni prodotti dalla grande talpa che sottoterra sta scavando il tunnel che porterà la velocità fino a Bologna, dentro i suoi appartamenti altre crepe meno visibili ma ben più letali agiscono e crescono e si espandono, trasformando gli inquilini in maschere tragiche…
Ancora una volta, come in Senza luce, Luigi Bernardi sfrutta l’edificio per raccogliere un bestiario umano da muovere e analizzare. Il formicaio pericolante contiene individui a rischio, potenzialmente capaci di vivere tranquillamente e con successo in una società che invece li trasforma in mine vaganti o perdenti cronici. Le crepe si allungano sui corpi dei personaggi e sono ramificate come radici, arabeschi e tatuaggi di un destino stampato sui corpi che le contengono e da cui partono. Orfero, l’adolescente figlio di Arturo, contiene in sé il germe dell’odio, il progetto più terribile di tutti, eppure viene ignorato, non viene visto ed è emblematico e sintomatico di una società moderna che ha il prosciutto davanti agli occhi e dentro le orecchie. Bernardi è abile nel definire e poi usare i profili di uomini e donne con caratteri in ombra, con pensieri deviati che si trasformano in deviazioni reali. Piccoli mondi dentro grandi agglomerati urbani. Crepe non ha un punto d’origine ben chiaro (arriva dalle viscere della terra), ma possiamo seguirne il percorso dentro le stanze della palazzina, premendo con il dito nelle fessure fino a quando non oltrepasseranno la parete, finendo chissà dove dall’altra parte, lasciandoci isolati ciascuno dentro al proprio appartamento diroccato.

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