Crime Story

Crime Story
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Il ragazzo attraversa il “quadrato”, cammina a testa bassa, ci sono decine di felpe uguali alla sua e scarpe Reebok che le sue imitano passabilmente; sa che deve mimetizzarsi, passare in mezzo agli edifici universitari inosservato. I fumatori sui gradini, le ragazze che fanno capannello nel “quadrato”, le persone che escono dalla biblioteca, la donna col cane che incrocia prima di introdursi nella casa, nessuno dovrà ricordarsi di lui. Sa di non dover commettere errori: nessun ricordo, nessuna impronta, un piano studiato nei minimi dettagli, tempi calcolati al cronometro, prendere solo piccoli oggetti e contanti. Non è la prima volta e non sia spetta sorprese. Salvo che ritrovarsi in una casa soglia, misera, con un magro bottino di due dollari, lo costringe a scavalcare il muro della casa accanto per cercare ciò che non ha trovato nella prima. Questa mancanza di calcolo sarà il primo dei suoi errori, quello che innescherà una catena fatale di eventi che sconvolgeranno la sua vita e quella delle persone con cui letteralmente, Rosser impatterà. Nella seconda casa la donna ha lasciato il lavoro a metà, tornerà presto, deve sbrigarsi; arraffa gioielli di qualità, dieci biglietti da cento, attento a ogni rumore, ma, facendosi cogliere impreparato dal ritorno di Ulla, la proprietaria di casa con cui si scontrerà sull’uscio nella fuga provocandole una caduta che forse le sarà fatale, mentre. Questa caduta avrà conseguenze enormi nella vita non solo di Ulla, che, ma, si riverbererà su sua suocera Olivia che la adora sin da giorno in cui è entrata nella sua vita sposando il suo inetto figlio Athol che lei disprezza almeno quanto ama Ulla. Ulla è l’unico punto fermo nella inquieta e tormentata vita affettiva di Olivia che ha un altro figlio Gordon alle prese con un processo per corruzione, per il quale non riesce che a provare una blanda pietà. Olivia, non ha molti affetti oltre il suo amore per Ulla e si può dire che stimi solo Howie, il suo spregiudicato ex marito. Gwen, la sua nipotina adolescente, che a vote porta a spasso il viziatissimo e puzzolente cane e Damon, 7 anni e un bisogno assoluto di attenzione, con l’ossessione del tappeto elastico, sono due entità misteriose per lei…

La serie di eventi che prendono avvio dalla rapina e dal ferimento di Ulla fanno di Crime story un romanzo che ha molto più in comune con i grandi romanzi russi che con le storie alle quali il suo titolo si richiama. Maurice Gee è uno dei più celebrati e complessi autori neozelandesi, la cui produzione spazia da celebratissimi romanzi a libri per bambini, a serie televisive, che arriva in Italia grazie alla felice intuizione di Angelica editore, che si è anche ottimamente cimentata nella traduzione. Sorprendentemente, la rapina non è il crimine più importante tra quelli che emergono dalla narrazione degli eventi che essa innesca. Crime story è un’intrigante collezione di segreti, alcuni svelati altri solo intuiti, di piccoli e grandi crimini commessi tra le mura domestiche o da rassicuranti colletti bianchi. Quello che rende il libro una lettura impossibile da interrompere, sincopata in perfetti capitoli ogni riga dei quali è millimetricamente equilibrata per creare un crescendo sorprendente di storie e segreti che si inanellano, si librano nell’aria sempre più rarefatta della borghesia di Wellington, mettendo a nudo passioni, colpe, idiosincrasie, tutto l’armamentario della banalità degli strumenti che ciascuna famiglia ha affinato per farsi del male nella maniera più sottile ma efficace. Quello che a Gee interessa è indagare le conseguenze delle azioni di Rosser, la loro ricaduta sulle famiglie delle vittime e dell’esecutore, il susseguirsi degli eventi che si mettono in moto e il modo che ciascuno dei protagonisti sceglie per giocare con le carte che la vita serve loro in ciascuna mano. L’indagine sulle conseguenze dell’azione prende risvolti di una profondità diversa a seconda dello spessore che Gee sceglie di dare a ciascuna personaggio; è praticamente impossibile provare immediata simpatia per i personaggi di Gee, lui non è un autore che si presti a facili operazioni di marketing delle emozioni, non svende i propri protagonisti, ma, ottiene il prodigioso effetto di farci entrare sotto pelle i suoi personaggi al punto che quando si chiede Crime story ci si guarda intorno alla ricerca di qualcosa d’altro dello stesso autore, che, però al momento non esiste. Non resta che sperare che Lucia Angelica Solaris riesca ad aggiudicarsi i diritti di Salt o In my father’s den.



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