Via crucis

Via crucis

Aprile 2013: divenuto Papa Francesco da appena un mese, Jorge Bergoglio istituisce una nuova commissione composta da otto cardinali provenienti dai cinque diversi continenti, per svecchiare (rigorosamente in senso lato, dato che Reinhard Marx è il solo non ultrasettantenne) la curia romana e farsi consigliare nel governo della Chiesa. Giugno 2013: nonostante esista già una Commissione di vigilanza il Papa crea una Pontificia commissione referente sullo IOR, per “raccogliere le informazioni” sull’andamento dell’istituto. 3 luglio 2013, ore 12: i cardinali presenti alla riunione per approvare il bilancio consuntivo del 2012 - ossia tutti coloro che gestiscono il denaro e le proprietà della Santa Sede - ricevono un fascicolo riservato che contiene svariati documenti, il più importante dei quali è una lettera mandata al Papa una settimana prima da cinque dei revisori contabili internazionali della Prefettura. La lettera denuncia una situazione prefallimentare, un “serio deficit strutturale” del Vaticano dovuto ai costi fuori controllo, così come fuori controllo sembra essere tutta la gestione finanziaria, definita “nella migliore delle ipotesi, scarsa”. Numerosi sono gli sprechi, le perdite dovute a investimenti sbagliati, il mancato sfruttamento del vastissimo patrimonio immobiliare ecclesiastico, la replicazione di enti e cariche di potere. Il pontefice (che non dovrebbe per forza presenziare a questo tipo di riunioni ma che invece è presente) commenta i documenti annunciando, tra le altre cose, l’istituzione di una terza speciale commissione per “consolidare l’andamento del vostro lavoro e trovare soluzione a questi problemi”. Nasce così COSEA, la commissione che controlla e riferisce direttamente al Papa dall’interno della quale, secondo l’accusa che vede imputato in Vaticano Gianluigi Nuzzi per divulgazione di notizie riservate, sarebbero fuoriusciti i documenti necessari per scrivere questo libro…

Via crucis arriva dallo stesso autore di Vaticano Spa (2009) e di Sua santità (2012), veri e propri bestseller tradotti anche all’estero in numerose lingue. Nonostante sia partito subito in cima alle classifiche dei libri più venduti in Italia grazie anche dall’eco vastissima che gli organi di informazione nostrani storicamente danno a tutto quanto riguarda la Chiesa, specie se si tratta di scandali, del libro in sé sui media si è detto ben poco. Invece è un’inchiesta serrata, interessante e ben raccontata non solo per chi si indigna per il lusso nel quale vivono certi cardinali o del fatto che siano ancora attivi i conti correnti di pontefici morti e sepolti, ma anche per chi voglia apprendere qualcosa di più su come funziona (o non funziona) lo stato della Chiesa. Forse Nuzzi, se avesse avuto più tempo e se non avesse avuto una storia già piuttosto intricata da raccontare, avrebbe potuto tirare più fili nella trama che stava delineando, e divertirsi – quindi divertire il lettore – nella presentazione di certi personaggi per esaminare i quali è dovuto ricorrere a lunghe note alla fine di ogni capitolo. C’è da sperare in ogni caso che le riforme volute da Bergoglio per risanare le finanze della Chiesa ed eliminare gli sprechi, riforme di cui Via crucis spiega la portata, non siano offuscate dal processo al suo autore e dai tentativi di screditamento di alcuni membri della commissione che gli avrebbero fornito i documenti, documenti peraltro fedelmente riprodotti in appendice.



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