Via crucis per corpo e anima svestita nel gusto dell'avvilente voluttà di chi cerca di rimanere vivo

Via crucis
Una donna dedica i suoi pensieri (come scrivesse una lettera solo immaginata) alla nonna morta che non è riuscita a salutare per l’ultima volta a causa del ritardo di un treno. E’ l’occasione per dialogare con la propria anima, per raccontarsi a una persona cara sapendo di non essere giudicata. Forse non capita, certo, ma perlomeno amata. E l’anima di questa donna che si racconta “cerca la pefezione dove altri vedono fango”, “sopravvive nonostante, sbircia, deglutisce le cose indicibili e si accontenta dell’esibizione”. Forse non potrebbe fare altrimenti mentre segue il suo involucro di carne - fortissimamente carne - in una via crucis di sottoscala, cespugli, bar malfamati, portici bui: storie di amplessi, depilazioni a secco, cocci di bottiglia, sottovesti alzate, cicche di sigarette, aliti di birra...
“Il ciglio di una strada e attimi di intimità quasi svergognata e nonostante questo un debito emozionale con la vita e il suo trasportare nel flusso”. A queste sensazioni, a questi luoghi dell’anima e non associa il suo racconto Francesca Mazzucato nella breve postfazione a questo elegante libricino della collana miniCONCEPTS, dedicata da ARPANet a opere in prosa o poesia col limite delle 50.000 battute (spazi inclusi) ispirate fino a oggi a otto grandi temi: Letteratura, Musica, Arte, Cinema, Moda, Gusto (è il caso del volumetto firmato dalla scrittrice bolognese), Storia, Profumo. Un’iniziativa originale che in questo caso esalta (ed è simmetricamente esaltata da) il flusso di coscienza della protagonista, tenero e spudorato al contempo: una donna che si racconta ma si nasconde al tempo stesso, e che probabilmente fa l’una cosa quando intende fare l’altra, più (pericolosamente) vicina al cuore pulsante della verità di quanto non sospetti. Sono lampi, immagini intraviste, sapori in punta di lingua, memorie chimiche, frammenti forse non ricomponibili ma a loro modo eloquenti. Il linguaggio, quello fine e grammaticalmente sexy della Mazzucato che già conoscevamo.

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