Cuba particular

Cuba particular

Cuba, quartiere di Nuova Vedado, calle veintitrés. Quando era una giornalista televisiva dalla fede rivoluzionaria incrollabile, negli anni '70, mai e poi mai Isa avrebbe immaginato che trent'anni dopo sarebbe diventata una sorta di tenutaria di bordello. Eppure, la deriva dittatoriale del regime castrista e il famigerato periodo special sono riusciti nell'impresa: ora Isa gestisce assieme al nuovo compagno Paco, incontrato dopo un matrimonio finito a carte bollate per colpa di un marito geloso e violento, una cosiddetta casa particular, cioè una sorta di bed&breakfast nel quale i turisti occidentali hanno la libertà di portare in camera con loro ragazze (o ragazzi) del luogo rimorchiati qui e là, cosa difficile se non impossibile negli alberghi statali. Amareggiata, Isa passa le giornate seguendo le telenovelas trasmesse alla tv e le telenovelas non meno intricate che si svolgono proprio in casa sua: c'è Mario, un giovane e bel rampollo di una famiglia napoletana benestante, che tiene in scacco la cubana Manuela promettendogli e rimandando sempre un matrimonio che ormai assomiglia a una favola; c'è Roberto, un omino minuscolo e avaro che in Italia ha una ditta che si occupa della manutenzione di piscine e a Cuba si illude di aver rubato il cuore della splendida Dinha che invece segretamente lo disprezza; c'è Jean Paul, che ha una famiglia che lo aspetta a casa e un remunerativo lavoro in un'azienda farmaceutica, ma a Cuba va a caccia di ragazzine. E con loro tutta un'umanità di sfruttati e sfruttatori, di sogni e rimpianti, di illusioni e cinismo, di matrimoni finti e tradimenti veri, in un groviglio di sesso (tanto) e sentimenti (pochi) che lascia senza fiato...
Quarto romanzo per il giovane esule cubano omosessuale Alejandro Torreguitart Ruiz, tanto riservato e sfuggente nella vita privata (e infatti non manca chi insinua si tratti semplicemente di un nom de plume del vulcanico traduttore-editore-scrittore-giornalista toscano Gordiano Lupi) quanto disinibito nel raccontare furiosi amplessi più o meno eterodossi, allegre ammucchiate, rapporti lesbici nei taxi o nelle docce delle prigioni femminili e virulento nella sua critica al sistema politico cubano, descritto come una dittatura liberticida allo sbando. Il romanzo è come consuetudine per Torreguitart Ruiz del tutto privo, per capirci, della patina romantica e dell'atteggiamento indulgente che gli intellettuali europei tributano al regime di Fidel Castro, ma tramite il personaggio di Isa stavolta traspare una sorta di dolente malinconia, una nostalgia canaglia che è una novità significativa per un perseguitato, per un esiliato suo malgrado, per chi ha fatto della dissidenza una ragione di vita. Affresco sociale, amaro atto d'accusa contro il turismo sessuale, inno all'approccio spensierato ai rapporti sentimentali marchio di fabbrica della cultura cubana (vero o presunto che sia) ma anche romanzo ad alta gradazione erotica, Cuba particular è un libro onesto, senza ambiguità né esitazioni di nessun tipo nel suo incedere scarno e senza fronzoli. Mantiene le promesse, è quello che sembra. Di questi tempi, non è poco.

Gli altri libri di Alejandro Torreguitart Ruiz: Machi di carta Vita da jinetera

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