Cuore di seta

Cuore di seta
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Marzo 1990. Shi Yang Shi a soli undici anni lascia la Cina insieme alla madre, la sua Mãma, mentre il padre e gli altri parenti restano in patria. La partenza non è dovuta a difficoltà economiche, la sua è una famiglia benestante, il padre ingegnere ha un buon lavoro, bensì a ragioni di prestigio. Trasferirsi all’estero è considerato un avanzamento dello status sociale. Il viaggio è lungo e con molti scali. Durante il volo che dall’aeroporto di Pechino lo porta a Hong Kong e poi a Francoforte, il bambino patisce fame, paura, stanchezza. La meta finale è l’Italia, ma i documenti in loro possesso non sono adeguati e il solo modo di entrarci e un lungo viaggio in treno che li condurrà a Milano come clandestini. L’entusiasmo per la nuova vita è forte, potrà vantarsi coi suoi amici che è stato in Europa, lo ammireranno. Ma il pensiero corre anche alle cose a cui ha rinunciato: le lunghe pedalate in bicicletta in un periodo in cui in Cina ancora non si vedevano tante automobili, le gite sul monte Taishan, i rigidi inverni con la neve che ammantava tutto di bianco, la bellezza del Capodanno cinese. L’infanzia resta alle sue spalle ed è il confronto con una nuova vita, una lingua sconosciuta, abitudini incomprensibili ciò che deve affrontare. Ad esempio non c’è il bollitore nella costosa stanza d’albergo in cui lui e sua madre passano la notte a Francoforte. Com’è possibile che la gente beva l’acqua fredda dal rubinetto senza prima bollirla? Gli è stato insegnato che bere acqua fredda non è igienico…

Shi Yang Shi, nato in Cina nel 1979, in questo romanzo biografico racconta dello strappo nel suo cuore di seta. Le ragioni che hanno spinto i suoi genitori a lasciare la Cina, illusi da un ideale benessere che non hanno mai raggiunto – e che paradossalmente avevano in patria ‒, convinti erroneamente di poter conservare le proprie professioni. Le sofferenze portate dalla Rivoluzione culturale che ha avuto inizio nel 1966 e per dieci anni ha ferito il Paese, inclusa la famiglia materna, hanno condizionato la madre e determinato la volontà di conquistare maggiore libertà e diritti altrove. Cuore di seta narra il conflitto interiore che nasce dalla necessità di mentire per proteggersi; la responsabilità di un figlio verso i genitori, la volontà di emergere e allo stesso tempo essere accettato e la paura della propria omosessualità. Yang ha iniziato a lavorare a dodici anni come lavapiatti in Calabria, è stato venditore ambulante insieme al padre lungo le spiagge romagnole, ha fatto da interprete per ministri e imprenditori, ha collaborato per sette anni col teatro sociale del Compost di Prato, attività che lo ha aiutato a comprendere la realtà che aveva attorno. Ha recitato in televisione e al cinema, sviluppando il suo lato artistico. Ha portato a teatro la sua storia con l’opera ArleChino: traduttore e traditore di due padroni con la regia di Cristina Pezzoli, in entrambe le lingue. La pratica del buddismo iniziata nel 2010, gli ha consentito di rafforzare la sua spiritualità e la comprensione di sé, aiutandolo ad affrontare i conflitti e gestire i rapporti con la sua famiglia, in particolare col padre tradizionalista e legato alla cultura d’origine. Un percorso arduo, ma la volontà di raggiungere la felicità ha tracciato la rotta. Dal 2006 Yang è ufficialmente cittadino italiano.

LEGGI L’INTERVISTA A SHI YANG SHI



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