A dìje piacènte

A dìje piacènte
Sullo sfondo del Sud Pontino, dal Settecento fino alla Grande Guerra, si svolge la storia della famiglia Gigliotti: una storia come molte, emblema della condizione di tanti altri nuclei familiari. Le vicende si intrecciano ai rivolgimenti (e stravolgimenti) storici, per arrivare alla generazione di Antonio Gigliotti, il Clark Gable pontino, e di nonna Teodolinda, donna pia e risoluta. I Gigliotti sono molto legati tra loro, vivono la storia da dentro, ne colgono alcuni aspetti e finiscono per prenderne parte, rispondendo perfettamente ai meccanismi dell’epoca e ad interpretazioni solo parziali dei fatti quotidiani, gli stessi che un giorno segneranno la storia italiana determinandone cultura e leggi. Antonio e Teodolinda raccontano la loro vita con passione ed estremo coinvolgimento. Ci sono dentro, rappresentano la famiglia così come doveva essere, fedele ai principi e alle leggi morali. Una fedeltà che spesso è soltanto di superficie, giusto per non deludere “l’occhio” della società. Poi ci sono i figli, da una parte quelli con una forte personalità, risultato di un rapporto esplosivo tra i genitori, dall’altra coloro che passano inosservati, confondendosi tra loro, subendo la vita senza spirito propositivo. Gemma appartiene alla prima categoria: sguardo e portamento forti, uguale alla madre Teodolinda e, proprio come lei, risoluta, elegante, forte. Si distingue tra i fratelli, conducendo le fila della storia dei Gigliotti insieme al marito Pietro. E mentre la storia fa il suo corso, tra tragedia e progresso, i legami di sangue sono quelli che, nonostante tutto, tengono unito, anche solo moralmente, il nucleo familiare. La famiglia Gigliotti, in fondo, è solo una fra tante...
A dìje piacènte: titolo e leitmotiv del romanzo di Floriana Giancotti. Una frase idiomatica, un modo dialettale per dire “se vuole Dio”. È il ritornello di nonna Teodolinda, protagonista indiscussa, direttamente e indirettamente, della storia della famiglia Gigliotti. Un linguaggio asciutto, mai asettico, ma sempre concreto e diretto, ci accompagna attraverso episodi, piccoli e grandi, dalla quotidianità di una famiglia, attraverso la vita delle sue generazioni, alla Storia con la “s” maiuscola, quella italiana e quella della guerra. Una Storia che si intreccia inevitabilmente allo scorrere dei giorni di una delle tante famiglie del Sud Pontino, determinandone comportamenti, influenzando il carattere dei suoi componenti, compromettendo relazioni, di sangue e non. A fare, per così dire, la “voce grossa”, anche in un contesto storico notoriamente maschile, sono le donne.  Floriana Giancotti delinea dei personaggi femminili “responsabili” del romanzo. Teodolinda, Donna Ersilia, Gemma, sono solo alcuni esempi. Delle donne che escono fuori dalla convenzione, riprendono alcuni aspetti della psicologia e della morale femminile dell’epoca, facendoli esplodere e sconvolgendoli allo stesso tempo. La Storia assume la forma di contorno: regina quella con la “s” minuscola, quella dei piccoli. Perché la somma delle parti spesso è maggiore rispetto al tutto.

 

 

 

 
 
 
 
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