Da qualche parte c’è un briciolo di felicità

Da qualche parte c’è un briciolo di felicità
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In un giorno di agosto del 1911 Ruven Preuk se ne sta in pace poco fuori dal paese, mentre nei campi le donne raccolgono prugne. Lui piega la testa di lato, segue con le dita i profili dei pioppi e segue il ritmo del vento, solleva le braccia fingendo di dirigere un’orchestra. E intanto il suo cestino per le prugne rimane vuoto. È il figlio più piccolo del carraio e tutto il giorno se ne sta fermo fra il campo e il sentiero, perso nel suo mondo fantastico fra ombre, luci e colori: cosa farsene di uno così lo sa solo Dio… Ora dovrebbe portare i piccioni alla signora Klunkenhöker, la donna più ricca della zona, ma Ruven corre alla piazza del villaggio e subito si dimentica della signora Klunkenhöker perché vede i due carri dei musicisti che ogni anno arrivano per la festa d’estate. Scorgendo l’eccitazione del ragazzino, uno di loro, il vecchio Joseph, gli mostra un violino e gli dice di provare a suonarlo. All’inizio il suono che ne esce assomiglia tanto a una “merda di vacca”, ma piano piano la melodia diventa quasi graziosa e Ruven scopre non solo di avere mani adatte a suonare, ma di possedere un grande talento…

Quello di Svenja Leiber è un romanzo ambizioso. Racconta la storia di Ruven Preuk, figlio di un carraio, cresciuto in un piccolo villaggio a nord della Germania nei primi anni del Novecento. Ruven ama suonare il violino e scopre ben presto una grande passione per la musica. Ma questo dono del cielo lo spingerà per tutta la vita a lottare contro il destino e contro il proprio talento. Un talento che anziché riscattarlo lo condannerà. Attraverso una prosa vigorosa, a volte volgare e fortemente basata sulla narrazione orale, l’autrice rappresenta l'impotenza degli uomini di fronte al destino e alla storia. Ruven Preuk è l’antieroe che alla fine non avrà ottenuto nulla che possa descrivere la sua vita come degna di essere vissuta. Da qualche parte c’è un briciolo di felicità è un romanzo di formazione, un romanzo sulla figura dell'artista, e ancora il panorama di un secolo storico diviso fra due guerre. Ma è soprattutto un libro su ciò che significa vedere come i propri desideri non possano essere soddisfatti se non abbiamo il coraggio di viverli fino in fondo. Perché: “La vita rotola in avanti, ma quando si è srotolata del tutto, allora non puoi più muoverti, neanche di un passo, e ti rimane soltanto quello che sei stato!”.



 

 

 
 
 
 

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