Da una fine all’altra del mondo

Da una fine all’altra del mondo

Nel sogno la spiaggia è immersa nel silenzio ovattato. La sabbia è una distesa di zucchero a velo. La nonna con i suoi grandi occhiali da sole e lo chignon biondo gli tiene la mano. Il risveglio è al solito impastato dalle troppe sigarette fumate la sera precedente. La macchina è ferma sul ciglio della strada, vicino ai campi. Gli starnuti sono innescati dalla gramigna, ogni primavera torna l’allergia. A peggiorare la vita a metà, il recente licenziamento. Eppure quel sogno lascia una traccia, una sensazione, il ricordo della voce di sua nonna che cerca di dire qualcosa che sembra importante. Meglio non pensarci troppo, c’è il libro per Teo da cercare in biblioteca, Loki che pretende le sue crocchette, la posta da aprire. Insieme alle bollette, c’è una strana busta senza mittente. Contiene un’audiocassetta nera. Una cassetta strana, con dei piccoli adesivi bianchi sui lati. Due messaggi sono stati scritti con una grafia minuta e ordinata: “Ascolta attentamente” e “Principio di IT”...

Da una fine all’altra del mondo è un racconto lungo che si muove sulla linea di confine fra il sogno e la realtà. Il mistero dell’audiocassetta è l’espediente con cui l’autore costringe il suo timido personaggio a uscire dal guscio che si è creato, dalla vita monotona fatta di poche interazioni sociali, che includono quasi esclusivamente il suo gatto Loki e l’amico d’infanzia Teo. La dimensione onirica è la regina della narrazione, materializza personaggi stravaganti: un contrabbassista dalle sembianze di un grosso suino, del tutto simile al grottesco Mr. Krinkle della canzone dei Primus, un piccolo guerriero di latta dal sorriso sardonico trovato in cantina, vecchi marinai e torte alle pesche. Il sogno è lo strumento per oltrepassare il confine fra una vita senza scopo e l’apertura verso il mondo esterno: l’incontro con Nina, la ricerca del luogo indicato dalla cassetta e lo scontro con l’enigmatica Anna, impiegata della strana ditta da cui ha origine la registrazione. La scrittura è intimista e intensa ma la storia piuttosto acerba per i troppi spunti metafisici abbozzati senza soluzione (la cassetta ha un brusio che trasmette vibrazioni taumaturgiche, una traccia che non trova continuità nella storia). Il protagonista si muove sul filo degli eventi come un moto ondoso, guidato dalla luna, alla ricerca di una riva.



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