Dai diamanti non nasce niente

Dai diamanti non nasce niente

Forse è dai tempi del Paradiso terrestre che l’essere umano ha deciso di circondarsi di alberi. Una specie di imprinting verde che lo ha portato fino ad oggi, a quel balcone pieno zeppo di gerani o di rigogliose piante rampicanti. Non sempre, purtroppo, basta il “pollice verde”, soprattutto se non accompagnato da pazienza e da dedizione; persino Monet ha commesso molti errori prima di dare vita, attraverso molti esperimenti, a quell’esempio di assoluto virtuosismo botanico che è ancora oggi Giverny. Il giardiniere si sa deve sapere aspettare e guardare in avanti, oltre i propri inevitabili insuccessi; è capitato anche agli individui più insospettabili: a Hermann Hesse come ad Alessandro Magno, così come a Libereso Guglielmi. Ma è proprio dalla tenacia e dalla testardaggine che si raccolgono, letteralmente, i frutti migliori, riuscendo contemporaneamente ad ottenere uno stato di beatitudine che neanche mille sedute psicoanalitiche potranno mai produrre…

Una lunga chiacchierata tra un’appassionata ad altri appassionati: è questo fondamentalmente quello che rende godibile e divertente il libro di Serena Dandini. Ben oltre le memorie di una diva televisiva che si diletta di giardinaggio; un vero e proprio condensato del “pensiero verde”, denso di racconti, storie di grandi uomini e donne, stralci di libri e citazioni sul tema. Tutti una volta nella vita si sono trovati davanti ad una pianta come Nanni Moretti in Bianca a supplicarla di tornare ad un passato splendore. Ma come ci ricorda la Dandini, ognuno di noi può ritrovarsi con successo a coltivare in casa il loto (magari con delle carpe koi ad abbellire il tutto), pianta tanto cara alle culture orientali. O a trasformare il proprio piccolo terrazzo in una meraviglia degna dei giardini pensili di Babilonia.



 

 

 

 
 
 
 
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