Dai figli non si divorzia

Dai figli non si divorzia

Separazione e divorzio non sono un fatto privato della coppia, sono piuttosto eventi che coinvolgono l’assetto di un’intera famiglia. Coinvolti soprattutto, senza esserne artefici, sono i figli, a volte casomai vittime delle tensioni che gli adulti non riescono a gestire. Cinquanta figli adulti di coppie divorziate raccontano il proprio percepito al momento e anche la direzione verso la quale hanno rielaborato (quando ci sono riusciti) la disgregazione della propria famiglia. Se molti figli, in età adulta, riescono a leggere il divorzio dei genitori come una scelta dolorosa ma necessaria, per alcuni rimane la causa di successive fragilità e risentimenti duri da sradicare. Nella maniera in cui un figlio gestisce questo processo, ruolo determinante è ovviamente ricoperto dai genitori: il buon divorzio esiste anche se è, ahinoi, raro. Così ci sono figli che trovano, ancora bambini, un buon equilibrio con entrambi i genitori, con i nuovi partner e con i propri futuri partner, una volta cresciuti. Perché il modo in cui i genitori divorziati recuperano o meno il rapporto fra loro può incidere anche sulla fiducia che i loro figli, ormai adulti, avranno nei confronti della famiglia e dei rapporti di coppia…

Il divorzio visto dai figli: questo sì che è un approccio interessante, per un adulto. Perché di letteratura sulle reazioni post traumatiche in bambini e adolescenti ne esiste davvero tanta, però leggere le vive parole dei figli fa riflettere. Cinquanta adulti, tra i 18 e i 40 anni, sono raccontati e si raccontano, senza pretese di universalità. Unendo la corposa letteratura preesistente al vissuto di questi “poveri figli”, è possibile seguire in questo saggio un percorso istruttivo e tutto sommato rasserenante. Se pur si è stati cattivi mariti o cattive mogli (nella visione dell’altro coniuge) si può comunque essere dei buoni genitori. Con, a voler semplificare, un’attenzione fondamentale: coi figli bisogna parlare. Annunciare la separazione, spiegare i motivi in maniera semplice ma non accusatoria, preconizzare quale sarà lo sviluppo della vita di quella nuova famiglia. Chiarire, domandare, ascoltare. Invece qualche volta sono i genitori che hanno bisogno di essere sostenuti dai figli che, così, sono del tutto privati della possibilità di esternare e imparare a gestire il proprio dolore. Oppure che hanno bisogno di continuare a litigare, sempre e per sempre, per restare legati. Essere buoni genitori, si può, anche a distanza: basta volerlo.



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