Dal diario di una signora di New York

Dal diario di una signora di New York
Traduzione di: 
Genere: 
Editore: 
Articolo di: 

È letteralmente in preda a una vera e propria ossessione, un’angoscia che la paralizza, un’ansiosa mania che la fa tornare indietro nel tempo a quando era una bambina agitata e capricciosa. Non fa che pregare, implorare, scongiurare Dio, che può tutto, di aiutarla, affinché il telefono squilli. Proprio in quel momento, in quell’istante. Comincia a promettere, a mercanteggiare. Sostiene che per il padre eterno sarebbe davvero una cosa insignificante, ma per lei, invece… Poi d’un tratto ragiona, e pensa che se focalizza la sua attenzione su qualche altra cosa forse a quel punto il telefono potrà emettere l’agognato suono. A volte succede. Il problema è che per lei ora come ora è assolutamente impossibile concentrarsi su qualcosa di diverso. Ipotizza che l’apparecchio potrebbe squillare se si mette a contare, lentamente, senza imbrogli, cinque alla volta, fino a cinquecento. Dunque inizia. Cinque, dieci, quindici, venti, venticinque, trenta, trentacinque, quaranta, quarantacinque, cinquanta… si impone di guardare l’orologio per l’ultima volta. Sono le sette e dieci. Ha detto che avrebbe chiamato alle cinque. L’ha anche chiamata “tesoro.” Le pare. Ne è quasi sicura. L’ha chiamata “tesoro” due volte, e l’altra è stata quando l’ha salutata… Nessun occhio di essere vivente, umano o di fiera in gabbia o di caro, dolce animaletto domestico, si è mai posato su Mrs Lanier senza vederle dipinta in volto la sua espressione malinconica e assorta. È devota alla malinconia, così come artisti meno eccelsi sono devoti alle parole, alla pittura o al marmo. Ma Mrs Lanier non è un’artista minore: è un’autentica maestra, come l’attore, descritto da Dickens, che si dipinge di nero tutto il corpo per recitare Otello. Mrs Lanier è con ogni probabilità malinconica anche quando fa il bagno… Meglio in taxi che fuori a camminare, si dice. Non le serve a nulla camminare. Tra la folla scorge sempre qualcuno che gli assomiglia, e lei crede che sia tornato. Però vorrebbe che l’autista andasse veloce, così da far diventare i passanti una lunga fila grigia e indistinta, così da non poter più vedere spalle ciondolanti e cappelli di sghimbescio. È brutto starsene inchiodati nel traffico. La gente ti passa accanto troppo lentamente, troppo definita, e può guardare dentro l’abitacolo e vederla piangere. Che guardino, allora. Non le importa, e vadano all’inferno…

A Telephone Call, The Custard Heart, Sentiment, Glory in the Daytime, New York to Detroit, Lady with a Lamp, Dusk before Fireworks, The Waltz, Clothe the Naked, The Banquet of Crow e From the Diary of a New York Lady, che, per l’appunto, dà il nome all’antologia: sono questi i titoli originali dei racconti, alcuni introvabili altrimenti, e sembrano quasi, non foss’altro per il fatto che sono undici, come i componenti di una squadra di calcio, i cognomi dei membri di una formazione, dal portiere agli attaccanti passando per difensori e centrocampisti, ognuno con delle caratteristiche specifiche ma anche dei punti in comune, con un ruolo, come dev’essere all’interno di una squadra che si rispetti, del resto. I temi che vengono trattati, come l’amore, l’amicizia, la fama, sono universali, e la prosa di Dorothy Parker, caustica, intelligentissima, nata Rotschild ma solo omonima dei celebri banchieri, emancipata, colonna del “New Yorker”, attivista politica, licenziata da “Vanity fair” perché le sue recensioni teatrali erano troppo al vetriolo, morta povera e sola nel 1967 (ricorda un po’ per certi versi e per contrasto la storia di Lee Israel, biografa e falsaria), è puro piacere. Deflagrante nella sua ironia, acutissima, ha messo alla berlina, ma non mancando mai di mantenersi assai umana, debolezze, fragilità, vanità, vacuità, ipocrisie, snobismi, fobie, rabbie, paure, disperazioni e tentativi di mistificazione, i più vari e spesso sconclusionati, messi in atto dalla borghesia americana immersa nella crisi, fra le due guerre del cosiddetto secolo breve.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER