Dal tuo terrazzo si vede casa mia

Dal tuo terrazzo si vede casa mia
“Per me il fatto di essere albanese non è mai stato un fattore discriminante, anzi era quel dettaglio che mi dava un tocco esotico e mi rendeva più attraente”. Ma a volte capita: un gruppo di ragazzini che ridacchia al tavolo di fianco, un gesto di sfida, barzellette di cattivo gusto e il rischio di una rissa. Finché non arriva Giorgia, la ragazza italiana dell’albanese… Maria era ancora vergine: l’aveva scoperto su Internet. A poco valevano le insistenze di Giuseppe, loro due non lo avrebbero fatto. Però si poteva almeno vedere come fare, così, per prova… Quando un televisore che sembra quasi nuovo viene lasciato vicino a un cassonetto è un attimo prima che qualcuno decida di recuperarlo. Anche se l’hanno buttato magari è ancora buono… È incredibile per Gjokë: uscire con la ragazza di cui era pazzo (e che non l’aveva mai guardato) al liceo! Ma cosa dirle? Come cambiare il finale?... Dedë Sorrati lavora in un ristorante. Ha scarpe troppo consumate e dolorose vesciche ai piedi. Quella in cui il sindaco viene a mangiare al ristorante in cui lavora è una giornata campale: non solo hanno l’ospite più importante di sempre, ma sta arrivando il figlio del cuoco e a poco serve che il capo di Dedë gli presti delle scarpe nuove: tutto, ma proprio tutto l’imprevedibile succede…

Dal tuo terrazzo si vede casa mia è il libro d’esordio di Elvis Malaj, un giovane (è del 1990) autore di origine albanese che vive in Italia da quando aveva 15 anni. Sono dodici i racconti di questa raccolta, anche molto diversi tra loro, per ambientazione e per lunghezza. Ci sono storie di vita quotidiana, di approcci col mondo femminile – e con gli altri in generale ‒ a volte difficoltosi e a volte del tutto originali. Sono spesso episodi istantanei, come un dialogo sul treno o un piccolo incidente per strada, ma ci sono anche ricordi, esperienze con un orizzonte temporale più lungo: l’infanzia, la vita in una nuova patria, la costruzione di una famiglia. C’è anche il racconto nel racconto, la creazione letteraria (in questo caso La morte di un personaggio) messa in scena nel suo legame con la vita vera. Il confine tra la fantasia, la realtà e la finzione è labile: le esperienze generano letteratura, l’esigenza di fare letteratura guida e condiziona le esperienze. L’esito è sempre spiazzante e straniante: un mondo vagamente assurdo in cui anche arrampicarsi sul terrazzo di una vicina per dare da bere ai fiori morenti o far finta di conoscere un incidentato per scappare da un appuntamento diventa perfettamente plausibile. Il punto di vista di Elvis Malaj è qualche volta amaro ma sempre originale, sia per le sue vicende biografiche (e quindi, nel libro, in parte autobiografiche) sia per la capacità di costruire vicende e personaggi interessanti. E se è spontaneo chiedersi cosa succederà stavolta, non è mai scontata la risposta.

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