Dal ventre della balena

Dal ventre della balena
È il giorno della festa di San Marco. Il ghiaccio sulla baia del Newfoundland (l’isola situata di fronte alla costa orientale del Canada a noi nota come Terranova) si è appena sciolto e in piena carestia l’oceano offre un dono inaspettato, una balena spiaggiata. La piccola Mary Tryphena la guarda incantata mentre muore “un po’ alla volta”. King-me Sellers, proprietario delle navi e dei magazzini Spurriers & Co., scende in spiaggia per reclamare la sua parte, il fegato e otto botti di olio. Gli abitanti della costa si arrampicano sul dorso del leviatano, pronti a macellarlo con coltelli, forche, accette e seghe, quando dalla carcassa spunta un uomo bianco come il latte, che emana un puzzo di pesce insopportabile, e la Vedova Devine lo aiuta a scivolare fuori dal ventre della balena. L’arrivo dell’Orfano del mare coincide con l’inizio di un periodo di grande prosperità, eppure tutti lo guardano con sospetto. È solo la ripresa di un’antica rivalità, fatta di rancori mai sopiti, quella tra i Sellers, protestanti di origine inglese, e i Devine, pescatori irlandesi e cattolici...
Per descrivere il terzo romanzo di Michael Crummey, vincitore nel 2010 del Commonwealth Writers’ Prize, la critica ha scomodato il nome di Gabriel García Márquez. E in effetti in questa saga familiare a cavallo tra Ottocento e Novecento risuonano diversi echi del realismo magico di Cent’anni di solitudine; l’accostamento non è perciò così sacrilego, pur essendo l’allievo ancora lontano dal superare il maestro. Con una struttura narrativa circolare e una scrittura evocativa e simbolica Dal ventre della balena immerge il lettore in una storia che, snodandosi attraverso quattro generazioni (l’albero genealogico dei Sellers e dei Devine all’inizio del libro si rivela presto molto utile), racconta gli amori impossibili e gli odi incancreniti di uomini e donne, uniti però nella lotta selvaggia contro una Natura matrigna, che li attanaglia in una morsa di ghiaccio. La loro costa sembra dimenticata da Dio, ma è proprio alle Sacre Scritture, “un balsamo per l’anima, un’ora di tregua dal sale e dalla fatica di quella vita”, che si affida la comunità dei due villaggi confinanti, Deep e Gut, con la disperazione di chi non ha più niente da perdere. Jabez Trim non è un pastore ma sa leggere l’unica copia della Bibbia a disposizione, peraltro incompleta, “trovata nella gola di un merluzzo grosso come un capretto”. Quando la domenica officia il rito protestante in una delle botteghe di Sellers spesso vi partecipano anche i cattolici, dal momento che padre Phelan, il “frate domenicano itinerante” che non disdegna il bere e l’amore carnale, è spesso assente. E tra sirene, fantasmi, uomini mascherati e poveri diavoli in cerca di redenzione si staglia la figura di Giudeo, l’enigmatico e muto messia albino.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER