Dalla Chiesa

Dalla Chiesa

Una storia lunga quella che lega il generale Carlo Alberto dalla Chiesa alla Sicilia. Una storia d’amore con distacchi, partenze e ritorni. Un amore malato che ha portato alla morte di uno degli amanti, ma non certo il più debole. Perché dalla Chiesa non è mai stato un militare qualunque. Figlio di un ufficiale dei carabinieri, giovanissimo entra come ufficiale di complemento dell’esercito e nel 1943, senza mai venir meno ai comandamenti dell’Arma, entra nella Resistenza: una parte di Storia, quella dei carabinieri partigiani, molto poco “pubblicizzata”. Una carriera in ascesa, cominciata – volendo individuare una data – nel 1949, quando viene inviato a comandare il Gruppo squadriglie di Corleone, facente parte di uno dei raggruppamenti che formavano il Comando Forze repressione banditismo, nato per volontà dell’allora ministro Scelba e dei vertici dell’Arma a seguito della vicenda del bandito Giuliano. Un periodo durissimo in cui i componenti di quello specifico esercito erano in caccia sulle montagne e le colline, in giro per giorni a dare la caccia ai latitanti e l’allora capitano non era uno che stesse in ufficio ad aspettare i suoi uomini, era con loro sul campo. Fu in occasione di quella missione, del comando di quel Gruppo, che dalla Chiesa sviluppò quello che in qualche modo lo rappresenta maggiormente, il suo metodo di indagine, lo stesso metodo che ad oggi usa l’Intelligence, il mantra dei profiler. Per catturare qualcuno devi conoscerlo al punto di pensare come lui, sapere come agirà in determinate situazioni, anticiparne le mosse…

Andrea Galli, giornalista del “Corriere della Sera”, ha trasportato la sua esperienza “investigativa” dalle pagine del quotidiano milanese ai libri. Biografie, le sue, avvincenti da leggere ma supportate da solidissime basi (chiaramente indicate nelle bibliografie dove possibile e/o da atti giudiziari). Ha svolto una ricerca su Antonio Pelle detto ‘Ntoni Gambazza, nome oscuro ai più ma non alle Forze dell’ordine, uno dei più potenti capi della ‘ndrangheta nel libro Il patriarca. Ricordiamo anche Carabinieri per la libertà, in cui ha ricostruito e raccontato la Storia poco nota dei carabinieri (fra cui proprio dalla Chiesa, come accennato) che si dissociarono dal fascismo e da Mussolini, lavorando attivamente nella Resistenza partigiana. Una biografia che sembra un romanzo, forse aiutata dal fatto che la vita di dalla Chiesa un romanzo lo è stata davvero. Ne esce un’immagine bella, di un uomo pulito, uno che poteva guardare in faccia Papi e re, come si suol dire. Insieme alla storia dell’uomo e del carabiniere (che poi distinguere è una sciocchezza, perché la divisa era per lui una seconda pelle), Galli racconta la Storia di questo nostro Paese, che invece ne esce male per tanti motivi. Perché risulta chiaro – anche se è cosa nota, fa comunque ancora uno strano effetto – che i segreti di Stato sono e saranno sempre ancora troppi, che uomini come il Generale (ma non è il solo), sono stati usati probabilmente ostacolati e osteggiati, infine lasciati andare incontro al loro destino, ben chiaro, senza alcuna remora.



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