Dalla lettera di Giona T.

Dalla lettera di Giona T.
Giona T. è un grande regista arrivato ad un punto cruciale della propria (e comune) esistenza: quello in cui poco rimane da vivere rispetto al vissuto, poco di bello da sperimentare, molto da ricordare. Dal cuore del ghetto ebraico di Roma ai fasti luccicosi di New York, Giona ha consumato anni tra incontri che lo hanno indurito: aggirata la boa dei sessanta, dopo stagioni trascorse a scalare il successo, i suoi racconti sono muri incisi di frustrazioni e incertezze, e i suoi dialoghi con la divinità (ammesso che ci sia, e che voglia ascoltarlo) sono monologhi ironici con ambigue, e spesso inudibili, risposte, nel tentativo di arginare la solitudine e una triste distanza tra sé e gli altri. Ma il bisogno d’amore, seppure celato e tenuto a freno, è come una pianta tenace capace di rompere anche il cemento più duro…
Elisa Mauro è un critico musicale delle più importanti riviste di settore, che ha dimostrato nel tempo un grande talento per la narrazione: il suo primo romanzo, Cosa c’è di mare in me, è stato finalista al Premio Strega per le opere inedite. Questo Giona T. deve essere amico fraterno (forse appena più solitario, e disilluso) di Barney, la cui “versione” ha appassionato milioni di lettori in tutto il mondo: accomunati come sono dall’irriverenza (a tratti comica) e da un sano menefreghismo per le cose della vita. Dalla lettera di Giona T. è il vivace ritratto di un uomo giunto ben oltre “il bel mezzo del cammin di nostra vita”: il suo è un bilancio obiettivo e per nulla autoindulgente in cui si ripercorrono passi ed eventi, contatti, amori e amicizie. Alla ricerca del quid, della ragione splendente che potrebbe ancora essere fonte di gioia o almeno di speranza. 

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