Dannati

Dannati
A Dartford, nei pressi di Londra, è in corso un esperimento di fisica delle particelle che coinvolge Gran Bretagna e Stati Uniti. Qui sorgono i laboratori del MAAC, il cugino gigante dell’LHC, l’acceleratore del CERN di Ginevra. Ma qualcosa va storto e, al culmine dell’esperimento, la dottoressa Emily Loughty, troppo vicina allo spettrometro a muoni, sparisce, sostituita nello stesso momento da un uomo robusto con i capelli neri, che però si dilegua. Cos’è successo ad Emily? E chi è quell’uomo che bisogna a tutti i costi trovare? C’è solo un modo per scoprirlo: ripetere l’esperimento; e c’è solo un uomo che può farlo: John Camp, capo della sicurezza del MAAC, ex berretto verde dell’esercito americano e compagno di Emily. Ed è così che, ripetuto il procedimento, John si trova catapultato in una nuova dimensione che i suoi abitanti chiamano “l’Oltre”: l’Inferno…
Torna Glenn Cooper con un romanzo che rompe completamente gli schemi rispetto alla sua precedente produzione narrativa. Dannati è un libro atipico, visionario, che si collega alla secolare tradizione della discesa agli inferi e la affronta in chiave contemporanea e distopica. Ma l’inferno disegnato dallo scrittore newyorchese è un luogo originale, i cui abitanti sono colpevoli di omicidio e vivono come vivrebbero sulla terra, quasi in una dimensione parallela e speculare. Un luogo al contempo identico (i dannati si ritrovano nel medesimo luogo in cui muoiono) e opposto, regolato da leggi diverse come, ad esempio, quella che non prevede la morte ma l’eterna giacenza nelle ‘celle di putrefazione’ una volta che si subiscono ferite mortali. È qui che John Camp, novello Dante e Orfeo, compie un viaggio ricco di ostacoli, pericoli e incontri illustri, raccontato con un ritmo frenetico e incalzante, caratteristica che è diventata uno dei punti di forza di Glenn Cooper, un autore che sa come attirare il lettore con storie sempre avvincenti ed originali, veri e propri puzzle arricchiti da continui riferimenti culturali. E Dannati non delude le aspettative, con una scrittura magnetica e un plot che sfugge alle definizioni, evidenziandosi solo per quello che è: un gran bel romanzo.

 

 

 

 
 
 
 
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