Danny l’eletto

Danny l’eletto
È una rovente domenica di giugno a Brooklyn. Reuven Malter ha l’entusiasmo dei quindici anni, una buona battuta e una gran voglia di giocare a baseball. Dimostrerà con la sua squadra che sono i più forti del quartiere, vuole vincere ma sa che si tratta soltanto di un gioco: questa non è la feroce guerra che si combatte oltreoceano contro Hitler, si tratta soltanto di una partita tra scuole ebraiche. Nel team avversario gioca Danny - il figlio del rabbino Saunders, arrivato anni fa dalla Russia - gli occhi azzurro cielo e i riccioli biondi che spiovono ai lati del viso, arrogante e sicuro di sé, sembra che nulla lo spaventi. Basta un’occhiata tra lui e Reuven per capire che si odiano. Danny scalda il braccio e si prepara alla battuta. Sarebbe solo una partita come tante, se la sua palla non finisse dritta contro l’occhio di Reuven… 
La storia di un’amicizia iniziata nel peggiore dei modi, coltivata nonostante diffidenza e sospetto, e diventata solida come una quercia. L’ebraismo e le sue correnti, Danny e il chassidismo che lo costringe a seguire la strada di suo padre e di suo nonno prima di lui: diventerà rabbino, così è deciso. Reuven e suo padre, l’illuminato professore infervorato dalla nascita dello stato d’Israele. Ortodossia contro sionismo: due ideologie a confronto e sullo sfondo gli orrori della seconda guerra mondiale. La storia di Potok - ebreo newyorchese scomparso nel 2002 - parla di padri e di figli, di interminabili silenzi e cervellotiche dispute talmudiche, di come l’amicizia possa superare le barriere più alte e germogliare anche su terreni impervi. La mente di Danny è la sua croce e la sua delizia, un’intelligenza così vivace, una memoria prodigiosa e una curiosità insaziabile ne fanno il miglior allievo di suo padre, e allo stesso tempo l’avversario più implacabile. Solo Reuven può aiutare Danny con la sua amicizia disinteressata e la passione per la matematica, gli anni passano e la complicità cresce ma all’improvviso viene eretto un muro, tra loro cala un silenzio insopportabile, lo stesso che unisce e divide Danny e suo padre. L’esordio letterario di Potok - datato 1967 e diventato un bestseller - ci offre uno sguardo introspettivo sul rapporto padre-figlio, ma anche un quadro più approfondito delle contraddizioni in seno a una religione millenaria. Una scrittura a punta di pennello in grado di toccare corde delicate (lo stesso Potok era anche pittore), che nel complesso ritrae un popolo visto attraverso gli occhi dei suoi figli. Toccante. 

 

 

 

 
 
 
 
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