Dark Hall

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Kit Gordy è in viaggio verso il collegio femminile in cui passerà il prossimo semestre. Sua madre e il suo nuovo patrigno, Dan Rolland, passeranno i prossimi mesi in Europa per il loro viaggio di nozze e a prendersi cura di lei e della sua istruzione sarà Madame Duret, la direttrice dell’Istituto Femminile Blackwood. Kit ha superato il test d’ingresso, al contrario della sua migliore amica Tracy: un fatto molto strano, perché i suoi voti sono sempre stati decisamente inferiori di quelli dell’amica e non è mai stata una studentessa modello. Nell’avvicinarsi alla residenza, le emozioni della giovane si fanno sempre più angoscianti. L’istituto è un vero e proprio castello: una casa su tre piani con un tetto di ardesia nero e appuntito e un gigantesco portone d’ingresso su cui si stagliano due fieri leoni di pietra. Quella residenza, così scura e disarmonica, ha qualcosa di malvagio, anche se Kit non riesce ancora a spiegarsi cosa sia. Quando i tre arrivano al portone d’ingresso, ad aprire è una signora vestita con un abito grigio e inamidato. Non sembra avere alcuna intenzione di accogliere la ragazza, d’altra parte “le lezioni iniziano domani”. Kit è quasi sollevata da quel rifiuto, ma alle spalle della donna arriva Madame Duret a rimproverare Lucretia e presentare a Kit la scuola, la sua stanza e i suoi nuovi professori. Sono solo due, oltre a Madame Duret che insegna letteratura c’è suo figlio Jules, l’insegnante di musica, e il signor Farley che terrà i corsi di matematica e scienze. Una volta rimasta sola nella sua stanza finemente arredata, Kit prova a mandare un messaggio alla sua amica Tracy, ma inutilmente: a Blackwood sembra non esserci campo…

Recentemente trasposto in versione cinematografica nell’omonimo film con Uma Thurman per la regia di Rodrigo Cortés, Down a Dark Hall è stato pubblicato per la prima volta nel 1974 e successivamente rivisto nel 2011 dall’autrice stessa inserendo elementi più moderni, come telefoni cellulari e notebook, che tuttavia stonano nelle dinamiche della trama (tutti infatti useremmo la torcia dello smartphone per illuminare un corridoio immerso nell’oscurità). L’attitudine del libro strizza l’occhio al filone gotico e in particolare ai romanzi incentrati sulle case stregate, prendendo a piene mani passaggi e atmosfere da L’Incubo di Hill House, scritto da Shirley Jackson nel 1953, con cui condivide non solo l’ambientazione ma perfino alcuni tratti caratteriali dei protagonisti, che per certi aspetti sono analoghi pur con una differenza di spessore evidente fra i due stili di scrittura. Il retrogusto da brivido di Shirley Jackson infatti è appena accennato nel romanzo di Lois Ducan, che inserisce nella trama fantasmi di illustri artisti come Thomas Cole e Emily Brontë ma omette il nome del marchese De Sade quando compare nella storia, in una sorta di damnatio memoriae praticato di proposito forse per non turbare il pubblico young adult cui il testo si rivolge. Che il suo target siano in prevalenza gli adolescenti è infatti evidente anche in un suo libro precedente, So cos’hai fatto (1973, tradotto in Italia nel per la prima volta 1998), da cui è stato tratto nel 1997 l’omonimo film e ben due sequel che si configurano senza dubbio fra gli horror movie per ragazzi. Nonostante le buone trovate e le oscure presenze, Dark Hall non riesce a far rabbrividire un pubblico avvezzo al genere: troppo edulcorato per stupire. Per comprendere la differenza fra la vera natura dell’horror e un horror manieristico, provate a leggere di fila Dark Hall e L’incubo di Hill House.



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