Dark Italy

Dark Italy

23 aprile 1916: nel salone dei convegni del Dopolavoro Ferroviario gli abitanti di Bassavilla ascoltano la misteriosa relazione dell’ingegnere del Genio Civile Vittorio Galli: i cittadini verranno coinvolti nello sforzo bellico partecipando ad un progetto unico: usare le proprie energie psichiche per colpire il nemico con la telepatia... Valerio e Alex sanno di dover fare attenzione: generazioni di bimbi che si sono avvicendate nel cortile hanno perso innumerevoli palloni su quella tettoia visibile solo dall’appartamento del terzo piano; quando l’ennesima palla finisce lassù, Alex non si rassegna: deve esserci un modo per recuperarla... La via sulla parete ovest del Draghinaccio che chiamano Dark Vertigo è stata aperta nel 1961; i successivi tentativi di scalarla sono falliti, alcuni anche tragicamente, ma Dante, Sandro e Renato sono sicuri di farcela... I quattro ragazzi se la sono giocata con i fiammiferi: Giorgio ha pescato il più corto, ed è andato per primo. Le sigarette segnate sono quattro: ognuno di loro dovrà recuperarne una, in quella notte senza luna, dal pacchetto nascosto sotto il palo ove Carlin cinque giorni prima si è impiccato... Ha solo ventiquattro anni il giovane prete appena uscito dal seminario, quando la notte d’Ognissanti, mentre è assorto in preghiera, avverte una presenza oscura materializzarsi nella sua stanza... Ulisse ha perso la moglie, uccisa da una emorragia cerebrale, ed ha assistito all’incidente che ha ridotto Massimino, il suo bimbo, allo stato vegetativo. Da allora vive una vita sospesa tra la Casa dei Rivegli, ove si reca a trovare il figlio, e serate di sesso occasionale in cui prova a disperdere il senso di vuoto ed il dolore; ha lasciato il lavoro in polizia: adesso fa l’investigatore privato, e si occupa di persone scomparse...

Un’antologia per fare il punto della situazione della narrativa horror italiana, spesso confinata dalla critica e da un certo pubblico esterofilo a fenomeno marginale, nonostante il tributo importante da sempre reso al “lato oscuro” del nostro Paese dalla letteratura di genere, in tema di ambientazioni e di suggestioni, come annota Franco Pezzini nella sua raffinata introduzione. Danilo Arona (qui la sua intervista a Mangialibri ) apre le danze riportandoci alla sua Bassavilla, gemella (al calar delle ombre e delle nebbie) di Alessandria - ove ai già noti orrori della Prima guerra mondiale se ne aggiungono di nuovi, ciechi, che, come sempre, colpiscono innocenti. Le amicizie che si cementano da bambini e da ragazzi, e sembrano già contenere nella loro forza il destino stesso dei protagonisti, sono al centro delle storie di Maurizio Cometto, che in Via da Magniverne gioca sul tema del doppelganger, e di Cristiana Astori, che ne Il cimitero dei palloni, dall’inconfondibile gusto kinghiano, ci riporta ai tempi dell’infanzia quando il giardino di una casa disabitata, o, per l’appunto, una tettoia irraggiungibile, divenivano luoghi del proibito e del mistero, e che donerà un brivido intenso agli amanti delle ghost-stories. L’orrore alberga nelle città, come ne L’odore dei luoghi vuoti, di Davide Mana, che intinge la sua penna nella carne viva di una Torino devastata prima dal sacrificio dall’odore di caffè bruciato pagato dagli operai e dalle loro famiglie alla Fabbrica, poi dalla crisi; o tra le montagne, dove Mauro Boselli ‒ creatore di Dampyr e curatore di Tex ‒ ambienta la sua Vertigine nera, storia di spettri e scalate; o ancora nei boschi, come ne Il carnevale dell’uomo cervo ‒ già pubblicato in Oscure Regioni - Volume 2 ‒ in cui Luigi Musolino, da sempre attento alle figure mostruose delle nostre tradizioni popolari, traccia con mano sicura una rotta che dai territori selvaggi del Molise arriva alle foreste giapponesi del Miyazaki de La principessa Mononoke. Mentre Samuel Marolla rielabora in modo peculiare lo scenario del confronto e del patto con il Maligno (Ognissanti), Claudio Vergnani riporta in scena ne Il canto della città, sequel de L’ora più buia, l’unico racconto a reggersi in modo approssimativo di tutta la raccolta, i suoi due alter ego Claudio e Vergy, già noti ai più affezionati lettori come cacciatori di vampiri. Menzione speciale per Farfalle rosse, di Gianfranco Nerozzi, lunga fiaba intinta nella tenebra, di una malinconia struggente, ove i contorni dell’incubo racchiudono un gioiello narrativo sul lutto e sulle anime che si perdono. Una raccolta immancabile nella libreria degli amanti del brivido, o un punto di partenza per chi volesse iniziare ad approcciare la via italiana all’oscurità.



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