Darke

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James Darke è un vecchio solo e sconsolato. Ultrasettantenne, professore di letteratura inglese in pensione e lettore vorace, ha avuto una vita piena e felice. Di rimorsi e di rimpianti ne ha pochi. Di bei ricordi, invece, ne ha tanti. Tra questi, quelli collezionati con Suzy, superba scrittrice, donna intelligente e interessante, che ha sposato e con cui ha avuto una figlia, Lucy. Ciò che Darke ha alle spalle è insomma una vita bella e ricca nella sua semplicità, ma ciò che riempie le sue giornate adesso è un’oscurità senza nome. Un’oscurità che ha invaso la casa del vecchio professore intrappolandolo al suo interno e che è stato lo stesso Darke a creare, subito dopo la morte della moglie. La tragedia della perdita l’ha fatto crollare. Non si fida più di nessuno, non vuole la compagnia dei suoi cari, odia tutti, vittima di una misantropia che non conosce eccezione, vuole solo vivere da eremita. A questo scopo fa cambiare la serratura della porta di casa e “rimbalza” chiunque venga a bussare, sbarra le finestre e tiene sempre le tende chiuse, sigilla la cassetta della posta, cambia indirizzo email e numero di telefono. Il professor James Darke, semplicemente, sparisce. Sparisce da tutto e tutti, abbandonando persino la figlia, il genero e il nipotino. Il progetto di Darke è quello di vivere nel mondo senza farne più parte, di ritagliarsi uno spazio e in quello spazio di far calare un’oscurità impenetrabile che non gli consenta di scorgere i peccati di cui si è macchiato. Un piano folle, ma che potrebbe funzionare, sebbene prima il professore debba fare i conti con la figlia, decisa a non lasciarlo andare…

Darke è un romanzo dissacrante e politicamente scorretto, cinico e brutale per la visione che offre del mondo e della società contemporanea, buio e malinconico per il modo in cui viene dipinto il suo protagonista. Rick Gekoski, autore statunitense già conosciuto e apprezzato, ha uno stile chiaro e colorato, semplice ma per niente banale, con poche pennellate decise è capace di rappresentare sentimenti universali descritti con lucidità e accuratezza. Abile tanto nell’aver raccontato le emozioni, quanto nell’aver creato un personaggio memorabile, sfaccettato e interessante, con un carattere complesso in cui il lettore può facilmente immedesimarsi. Il professor Darke ha una vasta cultura, è un uomo benestante, gode di buona salute, ha una famiglia che agogna il suo amore e una casa in cui trascorrere una vecchiaia serena. Eppure gli manca qualcosa. Così, bestia ferita intrappolata in una gabbia che si è costruito da solo, si nasconde dalla vita per paura di soffrire e per espiare delle colpe che lo stanno lentamente uccidendo. Delle colpe che sono segreti inconfessabili. Ed è su questo che si incentra il romanzo, sul rapporto che ognuno ha col dolore e sui diversi modi in cui lo si può affrontare. Perché soffrire non è una scelta, ma sta a noi decidere se farci annientare dal dolore o se servircene per diventare più forti. Questo è l’insegnamento più grande di Darke, un romanzo da leggere e rileggere.



 

 

 

 
 
 
 

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