Darling days

Darling days

La Terza strada, negli anni Ottanta, è un coacervo di tossici, mezzi artisti, falliti vari e altre fattispecie di umanità ai margini. Un luogo particolare dove nascere e crescere ma è proprio lì che si snodano i primi anni di vita di iO. In quell’ambiente variegato, iO e Ma si muovono con naturalezza, alternando lezioni di danza a provini e comparsate varie. Nell’ambiente dello spettacolo, la bambina vive una doppia vita perché semplicemente decide, col pieno assenso dei suoi, di volersi presentare come un maschio. Capelli corti e abbigliamento da ragazzino, è così che affronta anche le scuole, in un’ambiguità che tanto incuriosisce, a volte in maniera violenta, i compagni. Dentro di sé, però, non c’è dubbio: si sente un bambino e come tale si presenta al mondo intero. Intanto, i rapporti con la madre degenerano: spesso preda di deliri, non è in grado di accudire la figlia, la loro casa è al degrado totale e iO va a mangiare avanzi dal vicino di casa. Raggiungere il padre in Europa, abbandonare l’amata madre al suo tormentato mondo interiore sembra l’unica soluzione per trovare un equilibrio. Eppure nemmeno col padre, tanto amato e ammirato, iO trova la stabilità che desiderava. Anche lui nutre i suoi demoni a suon di eroina e la ragazzina si trova di nuovo privata di un indispensabile punto di riferimento. Con chi parlare, quando la pubertà bussa alla porta in maniera incontrovertibile, ricordandole che è comunque una femmina?

Che cos’è la normalità? Per ogni persona, si direbbe, una risposta. Per iO, col nome di un satellite di Giove, il concetto di normalità cambia perfino nel corso della vita. Quale sia oggi, glielo potremmo anche chiedere: poco più che trentenne, è quella che si definisce una persona socialmente impegnata, a far capire al mondo che la sessualità non è solo bianca o nera. In queste pagine, che non hanno alcuna pretesa di porsi come un manifesto, l’autrice ripercorre la sua giovane vita accompagnando i lettori in una New York per lo più sconosciuta, mutevole e fluida. Con assoluta semplicità, scopriamo così che a soli sei anni questa bambina decide di presentarsi al mondo come un maschietto, col pieno assenso dei genitori che in nulla forzano il suo bisogno di sperimentarsi in una veste diversa da quella scelta da madre natura. Di contro, questa iniziale lungimiranza del mondo adulto rivela, nel lungo periodo, una quasi completa incapacità di guidare, accudire, accompagnare. Come a dire, una libertà vertiginosa, quasi una deresponsabilizzazione di cui la bambina, divenuta adolescente, sperimenterà tutti i limiti. Bellissimo e doloroso il confronto di iO con la madre Rhonna, l’amazzone, il concentrato di tutte le contraddizioni, dall’amore più devoto e protettivo al delirio più assoluto. Una lettura davvero interessante, piena d’ironia e verità, che richiede solo un requisito: la totale assenza di pregiudizi.



 

 

 
 
 
 

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