Declino e caduta di praticamente tutti

Declino e caduta di praticamente tutti
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Dai Faraoni agli antichi Greci e Romani, da Alessandro Magno a Lucrezia Borgia, da Enrico VIII a Lady Godiva (tra gli altri), quasi nessuno viene risparmiato nell’excursus storico tracciato in barba alla storiografia tradizionale da Will Cuppy, che intraprende una vera e propria crociata di smitizzazione dei personaggi più illustri e influenti di tutti i tempi, riportandoli dall’Olimpo dell’eternità alla quotidianità della vita contingente. Parodiando, già dal titolo, l’enciclopedica opera Declino e caduta dell’Impero Romano, pubblicata in svariati volumi e redatta dal mitico Edward Gibbon - eminente storico nonché parlamentare britannico di fine Settecento - Cuppy estende la rovinosa disfatta a “praticamente tutti” quelli che, volente o nolente, hanno cavalcato la Storia con la S maiuscola…
In un volumetto di 288 pagine da divorare, le biografie di uomini e donne che hanno segnato carriere e carriere scolastiche e accademiche sono centrifugate in pochi aneddoti tutti strettamente storicamente attendibili, ma con sottolineature di humour pungenti e deliziose. Una comicità storica esilarante a cui non siamo abituati, elegante e, quel che più colpisce, tutta frutto di duri studi competenti e profondi, intrapresi per anni sui soggetti trattati, e di una pignoleria (così la definiscono quelli che conoscevano Cuppy e che ne pubblicarono il libro postumo nel 1950) che non ha niente da invidiare ai testi storiografici comunemente accettati e adottati. Un libro che non può far storcere il naso agli addetti ai lavori, ma non fa sbadigliare i non accademici. Trasversale nello spazio e nel tempo, questo piccolo vademecum di curiosità - a volte di gusto quasi voyeuristico - solca impudente i mari di dune fino in Egitto per spulciare i gusti estetici di Cleopatra e attraversa la fredda tundra russa di Zar cocciuti provinciali per regalare brandelli di normalità a quelli che sono diventati, di anno in anno, di secolo in secolo, golem inumani che poco o nulla sembra abbiano a che fare con noi poveri mortali, e che invece si scoprono umani più umani di quanto si possa pensare.

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