Delitti in provincia

Delitti in provincia

Due ragazze che si accingono a fare la Comunione in una piccola chiesa di Pordenone austera e bigotta, un discusso scrittore in odor di setta, un giorno particolare, forse propizio o forse no. Due vecchi amici oramai anziani che non sono riusciti a rinunciare all’ultimo fremito di vita, una Montecatini sospesa, insospettabilmente ambigua, quella dei night, ‘contaminata’ da segreti, sesso, bugie e prostituzione. Una Viareggio di fine anni ottanta, disattenta, superficiale intimamente crudele dove le vendette si alimentano nei gesti di ogni giorno e crescono in giovani traditi dalla vita, dall’intolleranza. Una Massa intrisa di vizio e di subdole dipendenze dove silenziosi interessi si muovono appena sotto il quotidiano brusio delle giornate...
Protagonisti che si aggirano furtivi appena cade la notte o spavaldi alla luce del sole, uomini, donne, padri, madri, professionisti, pensionati che si confrontano, che tramano, che pensano e uccidono. Morti accidentali, tragiche, improvvise, inutili o caldeggiate, desiderate, ricercate, vendette fredde studiate alla perfezione o servite su un piatto d’argento. Sono i delitti in provincia, raccontati dai migliori giallisti italiani, scritti su invito di Marco Vichi che, per la seconda volta per Guanda, cura un’antologia ricca di testimonianze importanti su una realtà, quella della provincia, tragicamente attuale. Nove autori per nove città, nove brevi libri più che racconti che hanno in sé tutta l’intensità e lo spessore dei grandi romanzi di genere. Nessun commissario, nessuna indagine tradizionale, solo fotografie, filmati, istantanee di miserie, abbandoni, solitudini, disprezzo, crudeltà. Si alzano neri sipari sulla Pordenone di Tullio Avoledo, la Montecatini di Emiliano Gucci, l’entroterra ligure di Marino Magliani, la Ravenna di Gianluca Morozzi, ma ancora la Viareggio di Divier Nelli, la profonda Sicilia di Domenico Seminerio, la Parma di Valerio Varesi, la Svizzera ticinese di Andrea Fazioni per chiudere con la Massa-Carrara di Marco Vichi che ancora una volta dopo la già fortunata antologia Città in nero (sempre per Guanda) convince il lettore con un’Italia poco conosciuta e fuori dai tradizionali percorsi narrativi.

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