Delizie terrene

Delizie terrene
Corinna Chapman è rotondetta, autoironica e di mestiere fa la panettiera. Vive con il suo micio Orazio - un gatto filosofo, acuto e raffinato - e si alza all’alba per amore di un alimento senza il quale saremmo infelici: il pane. Non un pane comune, ma un pane fragrante, saporito, delizioso, a cui non si può rinunciare. Fino a qui niente di strano. Ma Corinna veste anche i panni della detective, per quanto siano le circostanze a costringerla in questo ruolo, e se la cava benissimo! Stavolta cerca di smascherare il misterioso mittente di alcuni antipatici biglietti minatori, e di fare luce sulla ragione per cui Orazio è stato trovato con una siringa conficcata in una zampina e sul perché la ricetta dei muffin pare non funzionare più come prima...
Delizie terrene è il primo romanzo di una serie interamente dedicata a Corinna e alle sue doti di panettiera e investigatrice. Ruotano intorno alla protagonista: Daniel, uomo affascinante e tenebroso ma dall’animo caritatevole, impegnato nella gestione di una mensa itinerante, Kilye e Goosman, due ragazze alternative che la aiutano in panetteria e che cambiano colore di capelli un giorno sì ed un giorno no e che Corinna è solita distinguere per la forma dell’ombelico, e infine Meroe, un’amica con il pallino dell'esoterismo che gestisce un negozio che si chiama “L’antro della Sibilla”. Presenza costante è il mondo felino, tutto fusa e vibrisse sull’attenti! Belladonna, Macchiolina, Fuliggine, oltre al simpatico nucleo anti-topo, utilissimo per tenere pulito il laboratorio, sono mici stravaganti e quasi caricaturali. La scrittrice australiana è brava, semplicemente. Dico questo perché il rischio che si corre quando ci si cimenta con questo tipo di letteratura di puro intrattenimento è quello del flop. La Greenwood invece ha una scrittura frizzante e scoppiettante alla quale un’ottima traduzione rende onore. Dalla sua penna nascono situazioni esilaranti, comiche e che muovono al sorriso, ma non manca mai una certa vena intimista e sensibile a mitigare il lato più ridanciano della scrittura e delle vicende. E il risultato finale è davvero perfetto: il libro si divora e si apprezza per la sua varietà compositiva, quasi fosse un piatto di paella colorata e speziata. Ovviamente, la prima cosa da fare appena lo si ripone in libreria è andare al supermercato a comprare gli ingredienti per un’infornata di muffin ai mirtilli, aspettando le prossime avventure di Corinna e degli abitanti di Insula!

 

 

 

 
 
 
 
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