Dell’amore e di altri demoni

Dell’amore e di altri demoni
Mal sopportata dai suoi genitori - il Marchese Casalduero e la sua giovane seconda moglie Bernarda -  Sierva María viene spedita a crescere nelle baracche dei servi. Qui viene educata secondo le antiche tradizioni africane ad adorare i loro dei, a parlare le loro lingue, a vivere allo stato brado. Un giorno mentre è al mercato con Dominga de Adviento, la serva yoruba che la alleva, Sierva María viene sfiorata e graffiata da un cane rabbioso senza però manifestare alcun sintomo della malattia. Venuto a conoscenza dell’accaduto il Marchese, temendo per la vita della figlia e colto da un tardivo senso di colpa, riprende con sé la bambina, confondendo i suoi comportamenti selvaggi - troppo spesso mutuati dalle selve feroci - con le manifestazioni tipiche della rabbia. Peggio, le sue vampate di ira vengono scambiate per “sintomi inequivocabili di una possessione demoniaca”. Le voci che circolano e lo scandalo che serpeggia inducono il Marchese a rivolgersi dalle cure della medicina alle ricette del Santo Uffizio. Chiusa nel convento di Santa Clara, Sierva María viene affidata agli esorcismi di un giovane prete, Cayetano Delaura, il quale è convinto, pur sapendola sotto lo scandaglio severo dell’Inquisizione, che la ragazzina non sia posseduta da alcun demone. E per voler togliere il maligno dal seno di quella cade vittima, lui stesso, del demone più forte più e feroce…
Ci sono demoni che non temono esorcismi, che vanno oltre le umane e le divine cose. L’amore è il più terribile di tutti. Declinato nelle più svariate forme attecchisce nell’animo umano come una gramigna insoluta. Ambientato in Colombia ai tempi dell’Inquisizione, immerso in una realtà sospesa tra la calura, il tedio ed il terrore della forca, scritto partendo dal ritrovamento di una lunga chioma rossa tra le tombe sfondate di un convento, Dell’amore e di altri demoni, incentrandosi sulla sventurata vicenda di Sierva María e sull’amore folle ed inconfessabile che per lei nutre Cayetano rivela, con una narrazione delicata ed al contempo struggente, la potenza di un frutto che è tanto più desiderato quanto più è proibito. García Márquez costruisce un intreccio semplice, umido di lacrime, carico di patimento e lo popola di personaggi ricchi di chiaroscuri, di contraddizioni e per questo terribilmente umani e terreni, sovvertiti dall’impeto dei sentimenti per tanto che possano essere devoti al cielo.

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