Via delle Botteghe Oscure

Via delle Botteghe Oscure
Gay ha perso la memoria, solo un investigatore potrebbe aiutarlo. Il vecchio Hutte non riesce a ricostruirne la vita, ma gli regala un'identità con cui guardare avanti, consegnandogli un falso passaporto e assumendolo per affinità di destini. Dopo anni di collaborazione, Hutte chiude l'agenzia di Parigi per trasferirsi a Nizza, ma lascia all'amico le chiavi dell'ufficio e la possibilità di dedicarsi al proprio caso. Gay inizia le indagini. Un consunto barman, tale Sonachitzè, dopo qualche esitazione riconosce in lui l'avventore notturno di un noto hotel. Lo ricorda spesso in compagnia di un russo della sua stessa statura, certo Stioppa, che Gay rintraccia grazie ad un'inserzione su un giornale locale. In una Parigi crepuscolare, affollata di figure sfocate come ombre, Gay si presenta all'uomo - che non lo riconosce - come uno scrittore in cerca di notizie sull'emigrazione russa. Ne ricaverà uno scatolone carico di foto, annotazioni, ricordi dolorosi, che il malinconico Stioppa, ormai anziano, vuole lasciare andare consegnandoli alla storia. Una foto attira la sua attenzione: è una comitiva di giovani, tra cui pare riconoscere se stesso. Molti di loro sono morti o scomparsi, ma qualcuno è sopravvissuto...
In una ricerca spasmodica e notturna, mentre i battelli scivolano placidi lungo la Senna, Gay si imbatterà in una girandola di personaggi misteriosi: piccole vite marginali, scovate negli anfratti di una Parigi onirica, lunare, che gli riveleranno, tassello dopo tassello, i pezzi mancanti del puzzle.
La scrittura di Modiano riluce di una maestria quasi da artigiano nel cesellare con pazienza ogni frammento, ogni fotogramma, ogni minuscolo dettaglio, impreziosito dall'accuratezza mai banale delle sue descrizioni. Ne risulta un romanzo intrigante, di potente atmosfera, specie nella ricostruzione del mood di un'epoca densa di sospetti, clandestinità, aggregazioni sotterranee: quella dell'emigrazione russa e dell'occupazione nazista durante la Seconda Guerra Mondiale. L'autore, non a caso, vince il Nobel per la Letteratura nel 2014 proprio "Per l'arte della memoria con cui ha evocato i più inafferrabili destini umani e svelato la vita e il mondo sotto l'Occupazione". Suggestivi i personaggi creati, anche quando sono semplici comparse, esistenze sfiorate come il pianista Waldo Blunt, ripiegato sui tasti, opulento e fallito, mentre Parigi si staglia nella bruma di certe notti felliniane. Consigliato agli amanti del genere noir e ai viaggiatori del tempo che amano  raccogliersi nel ventre in bianco e nero delle grandi città.

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