Democrazia

Democrazia vuol dire, letteralmente, “governo del popolo”. Si tratta solo di un mito o è una forma di governo esistita e/o possibile? “Il principio della sovranità popolare – che ha avuto una forza tanto irresistibile da diventare un dogma politico – non ha mai avuto riscontro nell’esercizio concreto del potere”: nei regimi liberaldemocratici la sovranità dopo le elezioni è sempre passata alle élite politiche (che peraltro quasi mai realizzano il programma politico per il quale sono state elette e sistematicamente seguono una condotta più “annacquata” rispetto all’immagine di sé promossa durante la campagna elettorale), mentre i regimi socialisti predicano la dittatura del proletariato ma mettono in atto una dittatura sic et simpliciter. Si tratta però di tradimenti dell’ideale della democrazia diretta o di certificazioni della sua effettiva impraticabilità? Dall’Atene di Pericle alla globalizzazione, ripercorriamo il percorso della democrazia in quanto mito e in quanto realtà, la storia dell’idea democratica e del pensiero dei più grandi filosofi politici che si sono misurati con la “questione democrazia”: Marsilio, Bodin, Althusius, Machiavelli, Winstanley, Hobbes, Harrington, Spinoza, Locke, Montesquieu, Rousseau, Robespierre, Saint-Just, Tocqueville, Marx, Mazzini, Stuart Mill, Weber, Kelsen, Kautsky, Schumpeter, comunismo e democrazia cristiana…

Sul lungo e affascinante cammino dell’idea di democrazia nella Storia ci guida Massimo L. Salvadori, professore emerito all’Università di Torino – dove ha insegnato Storia delle dottrine politiche – ed editorialista del quotidiano “la Repubblica”. Una galleria di personaggi, avvenimenti e riflessioni che l’autore riesce a rendere con semplicità ma senza rinunciare alla complessità, regalandoci una lettura profondamente istruttiva ma mai noiosa, precisa e documentatissima ma mai pedante. Al centro delle riflessioni di Salvadori c’è una ferita, il fallimento dell’utopia democratica. Ma come, direte voi, non siamo forse in democrazia oggigiorno? Nell’era della globalizzazione e dell’information overload, dei social network e dell’antipolitica regna in realtà una sorta di equivoco: ci si accontenta di percepire la democrazia come la possibilità di esprimere la propria opinione – anche se estrema o molto polemica verso le classi dirigenti – in Rete e in piazza, ma in realtà si dimentica che la democrazia in senso proprio “non può essere se non il potere decisionale del popolo nel governo della società”. Potere decisionale esprimibile direttamente, in un modello perfetto, perché le limitazioni e distorsioni che affidare tale compito a dei rappresentanti eletti comporta fanno sì che “ciò che si definisce democrazia rappresentativa sia sostanzialmente un sistema liberale a base popolare”, con governi “a legittimazione popolare passiva”. La democrazia diretta va dunque ormai certificata come una leggenda, conclude dolorosamente Salvadori. Ma si domanda – e io, nel mio piccolo, mi domando con lui – esisterà pure una via di mezzo tra la democrazia diretta per alzata di mano e l’oligarchia che orienta, sfrutta e domina le masse illudendole di contare qualcosa? E potremmo a buon diritto chiamare questa via di mezzo democrazia?



 

 

 

 
 
 
 

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