Derubata d'innocenza

Derubata d'innocenza
Sara cammina da sola in un freddo pomeriggio con il cielo colore dell’ardesia: la sua vita è in un momento di crisi, di rinascita forse. Ama Alessandro, ma la relazione è difficile perché lei non riesce a liberarsi dai fantasmi di un passato troppo pesante: decide, nella lunga passeggiata solitaria, di rivivere i momenti più critici dell’infanzia per provare finalmente a ripartire. Più libera e serena. Ricorda la sua vita all’età di otto anni: la madre amatissima e complice, il padre silenzioso e incomprensibile, i nonni materni dolci e pieni di amore. E un viaggio a Novara, per visitare la famiglia del padre: in quei giorni un po’ divertenti e un po’ sgradevoli Sara ha dovuto affrontare il parto prematuro della madre (e la nascita difficile di un fratellino tanto piccolo da stare in una mano) e una nuova, crudele realtà. L’abuso sessuale. La pedofilia. Sara viene infatti molestata ripetutamente dal nonno paterno, e solo dopo qualche tempo riesce a confidarsi con la nonna materna, che racconta gli abusi al resto della famiglia. Le reazioni non sono sempre quelle che Sara avrebbe immaginato: l’amore della madre non le viene a mancare, ma il padre sembra totalmente refrattario ad accettare l’idea di una violenza domestica…
Il libro di Sara Tarantino picchia duro: la storia è raccontata con la voce dell’adulto, anche quando la donna bella, magrissima e innamorata è sostituita dalla bambina di otto anni che ama i cartoni animati e aspetta con ansia il ritorno della mamma dall’ospedale. La narrazione è sincopata, con salti passato/presente e momenti di riflessione strappati alla mente della scrittrice perché inevitabili, sfoghi anch’essi come la storia raccontata. E’ un racconto di pedofilia, solitudine e incomprensione: la sensazione di sporcizia, vuoto, perdita, e la sorpresa amara di non avere un padre accanto hanno sconvolto la vita della giovane donna che tenta di riprendere possesso del proprio corpo, della propria anima ricordando il passato e parlando a lungo con il fidanzato. Che la comprende e la ama. E riabilita, forse, l’amore maschile.

 

 

 

 
 
 
 
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