Derubati di sovranità

Derubati di sovranità
Nel corso degli ultimi anni il denaro destinato alla speculazione finanziaria è cresciuto a un tasso assai più elevato rispetto a quello generato dall’insieme dei PIL di tutti i paesi del mondo. Montagne di capitali che un tempo venivano utilizzate per finanziare l’economia reale sono diventate lucrose fonti di guadagno per una esigua componente sociale che detiene la stragrande maggioranza della ricchezza planetaria. Mentre i tassi di sviluppo economico crescono a ritmi sempre più modesti, il capitale continua a riprodursi da solo molto più rapidamente, scavando solchi sempre più marcati tra le disuguaglianze patrimoniali. Tutto ciò costituisce una forte minaccia nei confronti della giustizia sociale su cui si fondano le democrazie. Un pugno di multinazionali e di banche d’affari occupa stabilmente il vertice della piramide, orientando le scelte dei governi e trasformando i cittadini in consumatori attraverso le opere di persuasioni messe in campo dalla longa manus delle lobby e dei mass media. L’avvento della globalizzazione dei mercati, sostenuta da un forte revanchismo liberista, sta progressivamente riducendo i diritti dei lavoratori; mentre le imposizioni della BCE in materia di deficit pubblico costringono i paesi della Comunità Europea a smantellare lo stato sociale…          
Il modello di sviluppo basato sull’induzione forzata a una pratica esasperata dei consumi è giunto ormai al collasso. La creazione illimitata di bisogni e di prodotti, poiché viziata da una distribuzione sperequata dei redditi, ha finito con il generare uno stato di crescente indigenza in una percentuale sempre più ampia della popolazione. Come uscire, allora, dall’impasse generato dall’attuale situazione di grave crisi economica? Il ricorso a una politica di austerità invocate da FMI, BCE e WTO non fanno altro che allargare ulteriormente la forbice sociale e generare ulteriore povertà. D’altra parte anche un rilancio dello sviluppo attraverso la pratica indiscriminata dei consumi produrrebbe più costi che benefici e metterebbe a repentaglio le sempre più scarse risorse naturali. Non resta che puntare su un modello alternativo capace di liberare gli individui dagli effetti nocivi di un capitalismo brado e senza etica per restituire loro dignità umana. È questa la tesi sostenuta da Gianluca Ferrara - editore, saggista e collaboratore de “Il Fatto Quotidiano” – in questo nuovo testo che con, lucidità implacabile, ci aiuta a comprendere i meccanismi che ci hanno condotto all’attuale deriva e a scommettere sui rimedi che, a suo dire, possono rendere concreta un’utopia.

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