Desiderio su ordinazione

Desiderio su ordinazione
Olga è un’affascinante donna di sessantacinque anni, colta ed emancipata. Scrive libri per l’infanzia. Ha divorziato dopo avere scoperto che suo marito è omosessuale. Vive in Danimarca da moltissimo tempo, ma è nata in Polonia. Ogni tanto, appena può, fugge in Israele, sempre nello stesso, modesto albergo, per godersi il sole, il mare e soprattutto la compagnia di Sammy, un ebreo yemenita bello, bruno, sposato con tre figli, che parla solo ivrit (l’ebraico israeliano) ed è il tuttofare dell’hotel. Sembra incredibile, alla sua età, che possa ancora pensare al sesso, alla passione. Eppure da quando ha incontrato Sammy Olga è rinata. Certo, tra loro l’abisso non è soltanto anagrafico. La cultura, il vissuto personale, la lingua sono ostacoli immensi. Ma i due amanti non si curano minimamente di questi freni. Sono come pietre incandescenti. Basta avvicinarle, che iniziano a fare scintille. Sammy con naturalezza, dolcezza e innocenza ridona a Olga la percezione del suo corpo. E Olga non può che essergli eternamente riconoscente, pur sapendo che il desiderio è una inebriante follia alla quale prima o poi dovrà rinunciare…
Forse Janina Katz ha voluto parlare di sé in questo intenso, ardito romanzo. Olga è un po’ il suo alter ego. Ebrea polacca, trapiantata in un altro Paese, a Copenaghen, sceglie di esprimersi in una lingua che non le appartiene in origine ma rappresenta per lei la possibilità di riannodare i fili della sua esistenza, con una consapevolezza che si coglie decisamente matura. Desiderio su ordinazione è un libro che narra l’intensità della vita e della carnalità con uno stile glabro e scarno. Ha un intreccio che esplode in ricchezza di contenuti, mantenendosi parco nella descrizione formale. È un racconto che trasforma ciò che altrove potrebbe essere additato di oscenità, immoralità, penosità in una trama di rara eleganza e raffinatezza, che si arrischia nelle viscere del sentimento femminile. La protagonista, ritrovando traccia del proprio corpo grazie alle attenzioni del giovanissimo amante, riesce a riagganciare le stagioni della propria vita e a ripercorrerle una a una, in un viaggio eccezionale dentro se stessa. Il tema del desiderio, centrale nell’opera, ne suggerisce altri altrettanto importanti, quasi a creare nuove storie, satelliti della Storia. L’amicizia di Olga con due donne lontane ma insostituibili. Il ricordo della deportazione della sua famiglia nei campi di concentramento. L’esodo dalla propria terra verso una terra straniera. Il rapporto conflittuale con la madre, disperatamente amata. La scrittura di novelle per bambini, con i personaggi di David e Allergia-Acquamarina che sbucano annoiati dalle pagine, reclamando voce. Infine, il terrore degli attentati, sempre in agguato in Israele. Di tutto ciò parla Olga-Janina in un lungo monologo di pura letteratura, che ci farà incrociare “luoghi” che difficilmente dimenticheremo.

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