Di nessuno

Di nessuno

È la vigilia di Natale ed Elisa pensa al suo amante, mentre di là, in cucina, sente le voci del marito e dei suoi due bambini. Deve mettere un punto a questa storia, anche se il solo pensiero di quell’uomo e di tutti i loro ricordi insieme le fa venire i brividi. Non ha sensi di colpa nei confronti del marito Flavio, poliziotto, semmai ne ha per i figli, ma è stanca. Tutto questo nascondersi la stanca e lo è soprattutto di questo cercare di sentirsi viva tra le braccia di un uomo. Si aggiusta il trucco, si pettina, prende il cappotto e si inventa una storia: deve andare a comprare il vino che ha dimenticato per la cena della Vigilia con i suoceri. Invece va da lui, il suo amante Alessandro, con l’intenzione di parlargli e dare un taglio alla situazione. Il marito si fa sospettoso, le chiede un confronto su ciò che non va, su questa distanza che la rende irriconoscibile, ma poi la lascia andare. L’amante non vuole starla a sentire, vuole solo scopare e quando dopo si ricorda, le chiede: “Che volevi dirmi?”. Elisa ha perso il coraggio che aveva quando ha bussato alla sua porta e gli chiede semplicemente una bottiglia di vino in prestito. Torna a casa, dove, durante la cena, mal sopporta le chiacchiere della suocera, i pettegolezzi su tutti, i consigli non richiesti, le supposizioni: non hai un bell’aspetto, cara; sei sciupata; i bambini sono irrequieti, ma hanno preso della mamma, perché il loro papà era un angelo da piccolo; i ravioli non li hai fatti tu, vero? Uff... Elisa respira solo quando marito e genitori vanno alla Messa di mezzanotte e i bambini sono a nanna. La casa è finalmente silenziosa...

“Come fai a non capire? Guardati. Ti stai distruggendo. Non ragioni più”. In queste parole pronunciate da Diana – l’amica della protagonista, l’unica persona al mondo a sapere tutto, soprattutto della presenza dell’amante – c’è racchiuso tutto il degrado di una vita difficilissima: lui, lei, l’altro, i figli, i suoceri e soprattutto l’aver perso talmente tanto la testa da inventare scuse su scuse, da tirar fuori somme considerevoli, da mettere a rischio le certezze per un bluff assoluto. Perché lei non sa chi è l’amante. Certo, si conoscono fin da ragazzini, ma poi? Non sa che mestiere fa, non sa che cosa è successo nella sua vita, se è sposato, se ha figli, non sa assolutamente niente, a parte il piacere che prova quando sta con lui. Probabilmente c’è molto di quello che vive una donna in una situazione del genere, totalmente presa da un uomo che non è il suo legittimo marito, ma costretta a non viverlo alla luce del sole per non compromettere la vita dei figli. Eppure quando si è innamorati si vorrebbe raccontarlo al mondo intero, si vorrebbe condividere ogni attimo di felicità con tutti gli altri. A volte Elisa vorrebbe anche sbattere la verità in faccia al marito che ha cominciato a saper gestire, ai primi cenni di dubbio che sono di certo più che normali, visto il comportamento. È possibile, per amore, smettere di ragionare? Annullarsi, sfibrarsi, annientarsi e cacciare la propria amica che è l’unica che sa e che ti permette la sola, minima, valvola di sfogo? È possibile non vedere ciò che è palese a tutti? Non rendersi conto che una situazione come questa merita una decisione ponderata e lucida, perché tenere i piedi in due staffe non aiuta? Non serve a niente dire “Io non sono di nessuno”, la realtà è che le scelte di libertà implicano decisioni coraggiose prese a monte.



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