Di questi tempi

Di questi tempi

Riguardare alla creazione dell’uomo e alle Sacre Scritture significa scoprire che il nome della prima donna, Eva, è apparso prima di quello dell’uomo e soprattutto Adamo appare quasi come una “forzatura” dei traduttori ebraici, greci e latini che hanno usato ha-adam (nome comune semitico che significa “l'uomo”) come nome proprio. Anche l’arte ha raffigurato sempre Adamo ed Eva come un uomo e una donna dalle fattezze non diverse da noi, ma le conoscenze scientifiche ci hanno dimostrato che i primi esseri furono ominidi del tutto simili agli scimpanzé. Allora che è successo? È possibile che siano stati creati da Dio perfetti, ma poi una volta cacciati dall’Eden si siano abbrutiti, riducendosi al rango delle scimmie. Non solo. Nell’episodio della mela, Dio maledice soltanto il serpente, né Adamo, né Eva che invece vengono castigati a tornare polvere e quindi a morire e a partorire con dolore. E di certo tali punizioni non sono state subito “operative”, perché stando alla Genesi, quinto libro, per la precisione, Adamo ebbe un terzo figlio, Set, a centotrenta anni e siccome ne visse altri ottocento, continuò ancora a sfornare figli e figlie. Il record della longevità spetta però al nipote Matusalemme, morto a 969 anni. Inoltre il termine “peccato” è totalmente assente nel racconto della creazione, quindi la morte potrebbe non essere una conseguenza dell’aver mangiato la mela. Dello stesso Abramo si legge, sempre nella Genesi, che morì “vecchio e sazio di giorni e si riunì ai suoi antenati”...

Già il sottotitolo di questo libro di frate Alberto Maggi, dell’Ordine dei Servi di Maria, recita: “Un inno alla vita per riscoprire la gioia di ogni giorno” e in realtà di questo si tratta, con la sottolineatura di molti aspetti della nostra vita in cui siamo soliti farci prendere la mano dalla tristezza. Ci preoccupiamo troppo per cose scarsamente importanti, ci facciamo prendere la mano dalla paura del futuro e allora è quasi meglio rifugiarsi nel passato con nostalgia, guardando alle cose andate come alle uniche che hanno funzionato nella nostra vita. In realtà Maggi ci insegna “diversi trucchi” per gioire di tutte le piccole, grandi gioie quotidiane e soprattutto di farlo in ogni periodo dell’anno, in ogni situazione, in ogni stagione, con qualsiasi tempo e a qualsiasi età. E se c’è molto da imparare dal punto di vista del sorridere alla vita, ci sono di contro anche molte domande che ci poniamo... Si ripropone l’eterno dilemma da fede e scienza e Maggi sembra propendere per la loro pacifica coesistenza. Ma, ancora più importante, il frate non risparmia niente a nessuno ed esprime ciò che pensa, senza “peli sulla lingua”, confermando il pensiero di molti, ma sapendo anche di inimicarsi mezzo Paese. Per esempio dice la sua sul proliferare di sciocchezze (le chiama, in un capitolo “Stupidario religioso”) alimentate ad hoc attraverso tutti i mezzi, ma in particolare attraverso alcune emittenti radiofoniche specifiche. Spazia tra molti argomenti e rilegge le scritture, mostrandoci la sua interessante chiave di lettura.



0
 

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER