Diario 1941-1943

Diario 1941-1943
Etty comincia a scrivere il 9 marzo 1941, e fin dall'inizio si rivela una ragazza moderna e sensibile, ma soprattutto dotata di un'intelligenza e di un entusiasmo straordinari. Appartenente alla classe agiata, è una privilegiata: ha conseguito una laurea in Giurisprudenza, studia lingue slave, e come molte ragazze della sua classe sociale è inizialmente poco interessata a ciò che succede nel mondo intorno a lei.  La vediamo alle prese con i suoi studi, le traduzioni, con l'ansia di superarsi e di raggiungere il suo sogno di diventare scrittrice. Si è trasferita da poco nella zona sud di Amsterdam dove ha una stanza in affitto. Nella stessa casa vivono il proprietario Han Wegerin con il figlio Hans, una cuoca tedesca di nome Käthe e Maria, un'infermiera che divenne la migliore amica di Etty. Quello che non sappiamo è che la vita di Etty ha subito da poco una svolta fondamentale: ad inizio anno aveva conosciuto Julius Spier, ebreo tedesco emigrato in Olanda e fondatore della psicochirologia (la lettura ed interpretazione della mano), al quale si era rivolta inizialmente per un sostegno psicologico, finendo poi per diventarne l'assistente e l'amante. Da quel momento la sua vita cambia lentamente ma inesorabilmente: anche attraverso la scrittura del diario, inizia un percorso interiore intenso e sofferto contro la parte più oscura del suo Io e verso una maturità spirituale insolita per una ragazza di 27 anni. Etty non è solo spirito, è anche e volentieri corpo. Con una libertá e spregiudicatezza molto laiche e moderne,  instaura una complessa relazione con Spier, nonostante la differenza d'età e l'impossibilità di avere quell'uomo tanto carismatico solo per sè. Attraverso le sue azioni e riflessioni giornaliere, seguiamo l'evoluzione di Etty, condizionata non solo dalle sedute e chiacchierate con Spier, ma anche dalla ferocia della storia, alla quale lei cerca di far fronte: nel periodo in cui comincia a scrivere, l'Olanda si vede sempre piu minacciata dalla potenza tedesca...
Etty è ebrea, ha 27 anni, vive in Olanda e scrive un diario tra il 1941 e il 1943, anno in cui muore nel campo di concentramento di Auschwitz. Troppo facile il paragone con Anna Frank? Sì, ma dimenticatelo. Può non essere diventato famoso  come quello di Anna, ma il suo diario,  originariamente costituito da 8 quaderni scritti fitti fitti, pubblicato 38 anni dopo la morte di Etty, si è rivelato un documento di grandissimo valore letterario, storico e spirituale, che grazie a una serie di circostanze più o meno fortuite e alla perseveranza degli amici di Etty, è giunto fino a noi. Quello di Etty non è un diario storico: quello che vediamo è come la storia con tutta la sua bruttezza e le sue bassezze riesce ad essere assimilata, compresa e finalmente accettata, in un'ascesi verso il divino e la parte piu profonda di sè. La minaccia nazista si fa sempre più forte a partire dal 1942: gli ebrei sono obbligati a portare la stella di David e  cominciano ad essere trasferiti nel campo di smistamento di Westerbock. In quell'anno Etty trova lavoro presso il Consiglio ebraico come dattilografa, una posizione che le permette di ritardare la partenza per il campo,  nel quale però passa lunghi periodi come aiutante, fino a quando non decise di rimanere stabilmente. Il diario di Etty Hillesum non è una lettura facile: si tratta di una serie di riflessioni, pensieri, e dialoghi spirituali, che ci permettono di entrare nella mente e nel cuore di Etty, un cuore pensante, come lei stessa si definisce. I dettagli storici rimangono molto spesso sullo sfondo, e le informazioni riguardanti la sua famiglia e le sue frequentazioni sono  dati per scontati dall'autrice, rendendo più complicata la definizione del contesto in cui vive. Se nonostante questo si riesce a penetrare nell'universo di Etty, si scoprirà un libro meraviglioso ed illuminante con numerosi spunti di riflessione. È  incredibile la lezione di vita che questa ragazza ebrea durante la seconda guerra può ancora oggi trasmettere a chi legge il suo diario e quanto le sue parole ci obblighino a guardarci dentro, ad affrontare la parte  più intima e spirituale di noi. Etty affronta gli eventi più terribili con la forza e  lo spirito di una resistente: l’obiettivo del nazismo non era solo la morte fisica del deportato ma anche il suo annientamento come persona, come essere umano nel senso più psicologico del termine. Per Etty l'unico modo  per non soccombere spiritualmente alla barbarie nazista, é l'amore interiore, nel contesto di una vera e propria ricerca dell'essere, dell'umano,  in un contesto di profonda "inumanità". Quello che ha affascinato e continua ad affascinare milioni di lettori è come questa ragazza mondana che cominciò a scrivere un diario per diventare scrittrice, si sia trasformata in un'autorità spirituale, con il solo insegnamento derivato dalla sua esperienza e dalla riflessione sulle sofferenze del suo tempo. Lo spirito di Etty rivive anche nelle sue lettere, delle quali possiamo gustare un assaggio alla fine del diario, e che sono state pubblicate separatamente da Adelphi.

 

 

 
 
 
 
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