Dieci inverni

Dieci inverni
Camilla è una diciottenne timida e curiosa, arrivata a Venezia per studiare letteratura russa. Silvestro è sfacciato, iscritto a Giurisprudenza ma con le idee poco chiare sul futuro universitario. I loro sguardi s’incrociano per la prima volta nel 1999 su un vaporetto che attraversa la laguna, lei ha un libro che finge di leggere per evitare di essere scoperta mentre guarda lui che con la sua spavalderia cerca di attirare l’attenzione fino a quando non riesce a farlo. Sguardi furtivi e confusi che si cercano e si rincorrono tra la folla. Il vaporetto finisce la sua corsa e Camilla scende, seguita da Silvestro con la sua valigia che trascina senza sapere ancora dove: non ha un alloggio e ha perso l’ultimo vaporetto della giornata. La segue per i vicoli bui e pieni di nebbia di un’isola della laguna, attento a non farsi notare fino a quando, disperato e in cerca di un alloggio per la notte, è costretto a bussarle e dirle la verità. Non può tornare indietro fino alla mattina seguente. Camilla lo fa entrare, non si fida, ma qualcosa non le permette di lasciarlo fuori, sente una forza che la porta verso di lui. Iniziano così a conoscersi, si fanno domande, scoprono qualcosa di più, tra loro un tentativo di bacio rubato, poi il giorno dopo più niente, ognuno per la sua strada… 
Succede sempre questo quando Camilla e Silvestro s’incontrano. Dieci inverni vissuti attraverso un legame indissolubile che dal caos universitario li porta a Mosca dove Camilla realizza il suo sogno professionale e dove Silvestro si trova per caso per partecipare a un matrimonio nella campagna russa. Dieci anni in cui si avvicinano e si allontanano come due calamite, arrivano anche a odiarsi, ma mai a ignorarsi nonostante le storie che scelgono di vivere, le avventure, i viaggi, la vita che spesso non li aiuta con le sue incomprensioni. Ora amici, ora nemici, non si dimenticano mai veramente. Una scrittura scorrevole a due voci attraverso cui il lettore riesce a immaginare ogni singolo pensiero di Camilla e di Silvestro mettendo insieme pezzi di un puzzle fatto di piccole cose, ma di grandi cambiamenti, uno su tutti quello che porta entrambi a diventare adulti e confrontarsi con diverse difficili realtà. Un storia d’amore che Mieli narra con un tono ironico, delicato ma a tratti pungente e con un pizzico di dolcezza che per un romanzo come questo non guasta mai, capace di fare entrare il lettore in una dimensione a due aprendo una finestra su ogni anno vissuto di due ragazzi normali con le loro debolezze e le loro paure, ma saranno proprio queste a farli tornare a casa, l’una dall’altro.     

 

 

 

 
 
 
 
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