Per dieci minuti

“Non torno a casa, ma non preoccuparti, sto bene”: così Chiara si sente dire al telefono. All’altro capo - lontano un mare di indifferenza - c’è suo marito, l’unico uomo che ama da quando aveva diciotto anni. Oggi ne ha trentasei e la vita sembra non avere più senso. Perché svegliarsi un altro giorno, scrivere un’altra pagina o continuare a respirare? Chiara se lo chiede ogni istante da mesi, ma forse la risposta e in quello strano gioco che le propone la sua terapista: il gioco dei dieci minuti. Ogni giorno dovrà dedicare dieci minuti del suo tempo a fare qualcosa che non ha mai fatto, un’esperienza nuova che si sommerà ad altre fino a ricordarle che nella vita esiste più del suo piccolo mondo. Suo marito è “in aspettativa” dal matrimonio e dal “finché morte non ci separi” e Chiara è a pezzi, basterà un gioco ad alleviare il dolore in cui annega? Compenserà il vuoto che sente allargarsi dentro anche adesso che suo marito è tornato da Dublino e la cerca...
Catartico, terapeutico, a tratti poetico, un viaggio in ciò che non siamo più e in ciò che potremmo diventare, scoprendo che ogni fine è solo un nuovo inizio. Il matrimonio di Chiara è all’ultima fermata, è dura accettarlo quando ami una persona da quando hai memoria, credevi fosse per sempre e ora pensi di non riuscire a vivere senza, dimentichi persino di respirare e che un tempo esistevi anche senza di lui. Se per Chiara scrivere è l’unico rimedio all’esistenza, l’esperimento steineriano proposto dalla terapista potrebbe rivelarsi il rimedio al dolore e all’impotenza che l’affligge, una qualche terapia ispirata a Zeno Cosini e al diario prescritto dal dottor S. che forse l’aiuterà a ricordare che il mondo è pieno di opportunità. Riuscirà a superare la sindrome della metà mancante? L’esordio letterario con Una vita sottile sembra molto lontano, i personaggi femminili della Gamberale restano in precario equilibrio sul filo della vita ma hanno imparato a rigenerarsi. La scrittrice romana (con esperienze da autrice e conduttrice radiofonica e televisiva) dà corpo ai tormenti di una donna moderna e sensibile indaffarata a sopravvivere al quotidiano, inconsapevole della sua forza. Superata la ‘zona cieca’ dell’omonimo romanzo del 2008, la protagonista femminile - ritratta forse con troppa indulgenza - si trova bloccata in quel limbo che chiama sottovuoto, quando sembra che la propria vita continui ma senza di noi. Così laccarsi le unghie di fucsia, imparare passi di hip-hop e a guidare l’auto o cucinare pancake, può servire ad accettare i cambiamenti e farci andare avanti anche quando sembra impossibile e il mondo ci crolla addosso. Le cinquanta sfumature di grigio dell’esistenza di Chiara non hanno risvolti erotici né fanno sognare, ma sono soltanto una parte (e non è poco) delle infinite sfumature della vita.

Leggi e guarda l'intervista a Chiara Gamberale

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER