Dimmi che c’entra la felicità

Dimmi che c’entra la felicità

La doppia curva della strada provinciale all’altezza del Carro è davvero pericolosa. Sono quattordici anni che fa quotidianamente quella stessa strada e in quattordici anni è accaduto di tutto: è nata e morta la sua azienda, è nata sua figlia Federica ed è morto il suo matrimonio. Su quella stessa strada, ogni giorno, incontra Giovanna e la vede crescere. Oggi spinge una carrozzina in salita fino a casa. Cosa riserverà il loro ennesimo incontro? In un altro luogo, i tagli al personale sono il macabro regalo di Natale per i tanti operatori di call center che saranno costretti a trascorrere le vacanze inviando CV e rinunciando tristemente allo scambio dei doni. Anna però non è tra questi. E allora perché è fuggita? Sono ormai quasi trent’anni che il rituale non cambia: ogni domenica mattina due cugini vanno insieme al mare. Li lega una forte amicizia e l’incapacità di intrattenere rapporti con altri esseri umani. Men che meno se di sesso femminile. Il pullman che arriva da Kiev porterà loro finalmente l’amore? Il reparto di psichiatria trattiene una donna e i suoi ricordi. Non uscirà più da lì perché ha già fatto troppo male. Riuscirà sua nipote a perdonarla davvero? E poi ci sono Luigi e Manuela e i loro inconfessabili segreti; un amore che non riesce a competere con l’urgenza dell’espressione artistica; una sorella e un fratello così diversi da dover vivere, loro malgrado, separati. Tutti, insieme a tanti altri personaggi, alla ricerca di un lampo di felicità…

Diciotto storie per altrettanti frammenti di vita. Si alternano le voci di Margi De Filpo e Vincenzo Corraro, due autori entrambi lucani, che propongono differenti prospettive pur nella ricerca comune di un senso, nella tensione verso ciò che si desidera ma che si rivela inafferrabile. Istantanee del mondo contemporaneo raccontate con ricercata sensibilità e una profondità che trascina. C’è tutta l’umanità di oggi descritta con uno stile semplice ed immediato. I sentimenti, le relazioni (quasi mai semplici), le passioni, i ricordi. La scuola, l’amicizia, l’amore, la follia, la voglia (e l’impossibilità) di metter su famiglia, la passione politica e la delusione dalla politica, un sisma che è fisico e sentimentale. Il mondo del lavoro: crisi, call center, concorrenza dei cinesi, aziende che migrano in Romania, giovani plurilaureati costretti a lasciare gli affetti e la loro terra o (peggio) ad accontentarsi di un lavoretto pur di sbarcare il lunario. I debiti. E la criminalità organizzata che recluta i poveri disgraziati che hanno perso la speranza. Un mondo visto e rappresentato attraverso la dimensione della provincia. Una provincia che è anche esistenziale e non solo geografica. La (fragile) generazione dei quarantenni di oggi raccontata con un pizzico di nostalgia per la giovinezza ormai andata. Il racconto malinconico di una generazione alla ricerca della felicità. Inafferrabile.



 

 

 
 
 
 

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