Dipende da dove vuoi andare

Dipende da dove vuoi andare
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Luca è sconsolato: seduto al buio, le sigarette si susseguono una dopo l’altra, con grande disapprovazione del suo gatto che non riesce ad andargli vicino. Anna se n’è andata lasciandolo solo, con addosso un misto di libertà e paura. Sa bene di non essere stato un compagno esemplare, ma poi è sempre tornato da lei, in quella casa di fronte al mare che Anna ha fortemente voluto. C’è un silenzio di tomba lì dentro, le cose di sua moglie non ci sono più. Vestiti, libri, persino il suo cappello di paglia, accessorio indispensabile per le passeggiate in riva al mare. Solo il frigo è pieno, un’ultima premura di Anna nei suoi confronti. Nei confronti di un marito poco romantico e molto infedele, e che in più di un’ occasione ha osato alzare le mani su di lei. All’inizio, Anna lo perdonava, ma poi si era stufata. E pian piano, arresa. Luca decide di mangiare qualcosa, riprendersi, uscire a respirare un po’ di aria. Cammina verso la spiaggia, il mare è così nero che fatica a vederlo. Lo sente però, e quasi pensa di buttarcisi dentro e fare un bagno. Magari, farla finita. Dei rumori attirano la sua attenzione: nel locale vicino si beve e si fa festa. Luca si siede in veranda, ordina una birra e un panino e non si fa sfuggire l’occasione per ammiccare alla cameriera. Complimenti, occhiate languide e quella notte non rientra alla casa sul mare. Maria ‒ così si chiama la cameriera – gli apre la sua casa, lo ospita nel suo letto, lo ascolta. Gli apre il suo cuore, curandolo come un bambino che si è sbucciato le ginocchia cadendo dalla bicicletta. Intuisce che in Luca c’è qualcosa di sinistro, ma lei è una che ama rischiare. Anna invece si è nascosta in un appartamento in città: non ha detto niente neanche a Sofia, la sua migliore amica. Vuole proteggerla, così come vuole proteggere la bambina che porta in grembo. E ora la donna è preoccupata anche per Maria: bisogna metterla in guardia su Luca prima che sia troppo tardi...

“Che strada dovrei prendere? Dipende da dove vuoi andare”. Questo è inciso nel piccolo chiama angeli che Sofia ha regalato alla sua migliore amica Anna. Un affettuoso incoraggiamento, di sicuro facile a dirsi ma un po’ più complicato a farsi: sopratutto se ad essere in gioco sono i sentimenti, quei legami forti che non si può immaginare di spezzare. Quella di Anna, Luca e Maria è purtroppo una storia di ordinaria violenza, una di quelle storie dall’epilogo terribile come tante che ci vengono continuamente proposte dai media: donne tradite, picchiate, soggiogate. Uomini narcisisti e violenti, principi azzurri dal lato oscuro a volte talmente affascinanti da riuscire a estorcere il perdono, e da indurre a pensare di poter essere in qualche modo cambiati. È complicato, ma dall’amore violento ci si può liberare: servono una buona dose di coraggio, una bella iniezione di autostima e la consapevolezza di dover agire in fretta. In mezzo a tanto dolore, è la solidarietà tra donne a fare la differenza; la voglia di proteggere e l’amore per la verità sono elementi di forza e positività che nel romanzo si manifestano in una veste soprannaturale, attraverso un quaderno magico dal potere salvifico; parole che si scrivono da sole e provenienti da chissà quale universo, che in mano a Maria - atea convinta - rappresentano non solo la salvezza ma anche il cambiamento, la scoperta della fede e la maturità, oltre alla rivalutazione del rapporto madre-figlia per tanto tempo tenuto in stand-by. E il carnefice? L’autrice non giudica, e sorprendentemente non lo identifica come mostro, mossa da un sentimento di compassione verso un piccolo uomo che è solo, a sua volta, vittima del destino. Perché è importante, al di là di tutto, che sia l’amore a vincere, non l’odio. Stefania Convalle è al suo quarto romanzo: notoriamente ama raccontare di uomini e donne, con un occhio attento alle dinamiche psicologiche dei suoi personaggi. È anche fondatrice della Convalle edizioni (nella quale tutti i generi letterari sono presi in considerazione e si porta avanti una collaborazione attiva con gli autori), insegnante di scrittura creativa e curatrice del blog “Dietro la porta di Stefi”.



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