Disegnatore di sogni

Disegnatore di sogni

Un sogno si trasforma in disegno. Due giganteschi felini si aggirano tra le case al chiarore della luna. Poi il vicino con il fucile improvvisamente è la luna stessa. La realtà onirica diventa verità, il pensiero una schiavitù che indebolisce l’uomo, lo depriva della sua vera ricchezza: la magia, il sogno. Il mistero è l’uomo e il sogno è vita: nel sogno, creatore e creatura si fondono rivelando l’essenza dell’esistenza. L’unico modo per tornare a vivere è, quindi, trattenere i sogni, disegnando. Disegnare è liberazione prima, lasciando che la mano segua il ritmo dell’inconscio, e ordine poi, nella razionalizzazione delle linee e dei tratti. I dipinti di alcuni ospiti di una clinica psichiatrica dimostrano che chi è capace di andare oltre il pensiero e la riflessione, riesce a toccare le corde più profonde dell’essere umano e a svelare il mistero che si nasconde in ciascuno. Né la morale né la psicologia possono ingabbiare i sogni e le loro forza simbolica, la forza creativa dell’immaginazione. Generando meraviglia e stupore nei quali l’uomo può solo perdersi, ai quali può solo abbandonarsi…

Il soprannaturale è l’oggetto delle riflessioni (spesso slegate come a seguire un flusso di pensieri) filosofiche dell’autore, che esalta il sogno e le modalità espressive che in esso sono contenute e da esso derivano: vivere è abbandonarsi al flusso della coscienza, delle visioni dell’Io che diventano reali nella percezione personale dell’esistenza. La raccolta di scritti (che vanno dal 1921 al 1949), con un linguaggio ricercato quanto misterioso, descrive il processo creativo di un artista alla continua ricerca di senso. Al disegnatore, sensibile e tormentato, artista dal talento innato, non resta che ripiegarsi sull’esigenza di esprimere il suo inconscio e orientarsi nella complessità del mondo attraverso il disegno, via preferenziale per comunicare “la forza immaginativa divina”. Scritti e disegni si alternano nella tessitura, a tratti illogica, di una narrazione che diventa letteratura, a cavallo tra espressionismo e surrealismo. Esattamente come l’enigmatico ed eclettico Kubin.



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