Diviso due

Diviso due
Sally Marlow, avvocato penalista, quarantenne, capelli rossi, occhi azzurri e penetranti, due gambe da far girare la testa, era una donna molto originale, intelligente ed attraente, che esercitava un fascino magnetico sugli uomini. Ma il destino le avevo teso un vile agguato mortale, logorandola inesorabilmente tra le spire dolorose e soffocanti di un tumore al pancreas. Di lei, seguendo gli estri della sua ebbra vitalità, tesa alla ricerca di una vita pervasa da intense emozioni, ci parlano suo marito Michael ed il suo amante Robert con una comune afflizione intensa e palpitante…  Sally, la protagonista di quello che forse è il libro più avvincente scritto da Susanna Sarti, sapeva di sesso, di quella forza ancestrale che la donna racchiude in sé fin dalla notte dei tempi, di quell’abisso profondo che talvolta si ha paura di sondare. Un fluido tormentoso che scorre come un falda sotterranea, ma che alla fine è destinato a riemergere alla luce con una prorompente carica di vitalità. Una forza che, dietro l’apparente sembianza di una donna assorbita dalla propria carriera, si rivelava in lei in tutta la sua potenza devastante, rendendola avida di una dimensione autentica della vita. Ricca di fantasie erotiche, desiderosa di sentirsi donna capace di concedersi al proprio compagno, liberava con passione il proprio trepidante bisogno di piacere, l’istintiva carica di sensualità femminile, consapevole che l’amore è un frutto delizioso che va gustavo fino in fondo. Bastava guardarla negli occhi per provare un orgasmo mentale indescrivibile. Apprezzabile la strategia di consegnarci il ritratto indimenticabile di questa donna facendo leva su due diversi punti di osservazione, che consente all’autore di esplicitare emozioni e sentimenti, che attraverso una diversa modalità di scrittura sarebbero andato persi. Michael, dopo averla conosciuta in occasione di una cena indetta da un amico, ne era rimasto immediatamente ammaliato e dopo un breve ma intenso periodo di frequentazione si erano sposati dando vita ad un menage famigliare che lo aveva avvolto in un aura di felicità tale da renderlo insensibile a quello stato di inappagante consuetudine di cui Sally al contrario era rimasta vittima. In quel varco lasciato incautamente aperto si era insinuato Robert, un giudice divorziato, che aveva rievocato in lei l’eterno richiamo febbrile della passione, una seduzione invincibile alla quale nessuna forma di educazione sentimentale può resistere. Benché il suo ruolo le consentisse solo di lambire una parte marginale della sua esistenza, le aveva rinvigorito lo spirito rievocando l’incanto suggestivo del sogno, infondendo nuovo alimento alla sua adrenalina, restituendole le ali per volare. Susanna Sarti ama la sua protagonista, e la sottrae volutamente ad ogni forma di giudizio morale, consapevole che la fame d’amore è più forte di qualsiasi senso di colpa, condensando nella loro esigua essenzialità i temi dell’amore e della ricerca della felicità. I suoi personaggi sono quanto di più quotidiano e vicino a noi si possa immaginare e non si può evitare di entrare in sintonia con loro provandone le stesse emozioni ,lo stesso dolore, la stessa disperazione; mentre nell’abbraccio finale tra i due uomini anche noi ci stringiamo a loro commossi e malinconici con pari necessità di conforto. Il libro, veloce e scorrevole, lo si divora in poco tempo, restando sedotti con naturalezza dall’utilizzo di una scrittura fluida ed essenziale.

 

 

 
 
 
 
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