Doctor sex

Doctor sex
1939. Bloomington, Università dell'Indiana. Alfred Kinsey inizia i suoi esperimenti e le sue ricerche sulla sessualità umana istituendo un 'Corso sul matrimonio' nell'ambito del corso di Laurea in Biologia. Attratti dalle diapositive molto esplicite che il professore mostra durante le lezioni, gli studenti si iscrivono in massa. Uno di loro, la timida matricola John Milk, diventa l'assistente personale di Kinsey. Le teorie disinibite dello scienziato cambiano per sempre la vita di John e della sua fidanzata Iris, che entrano nel 'gruppo' di Kinsey (alias Doctor Sex, come lo iniziano a chiamare i giornalisti, o Prok, come lo chiama sua moglie Mac) un'elìte ristretta dove ad esser condivise sono ben più che le idee...
Tra il 1938 e il 1963, lo zoologo Alfred C. Kinsey raccolse una mole impressionante di dati allo scopo di descrivere le varianti individuali e di gruppo del comportamento sessuale umano, cosa che fece utilizzando le tecniche di classificazione tassonomiche tipiche della zoologia. Kinsey intervistò in anonimato sui temi più scabrosi 5300 maschi e 5940 femmine, raccogliendo i risultati in due libri: Il comportamento sessuale dell'uomo e successivamente Il comportamento sessuale della donna. Se il primo volume, pur scuotendo l'America puritana e il mondo intero alle fondamenta, ebbe un successo strepitoso grazie alla scelta dei mass-media di fare della figura del (mad) Doctor Sex un fenomeno di costume cavalcando il gusto ipocritamente pruriginoso del pubblico, il volume sulla sessualità femminile invece fu boicottato e passò quasi sotto silenzio. Rigurgiti maschilisti e l'impossibilità di accettare una messa in crisi così radicale e profonda dell'ideale femminile imperante (la madre, la sposa, la figlia etc.), probabilmente. Ma non mancarono pressioni politiche: l'ineffabile senatore McCarthy ebbe addirittura a definire il Rapporto Kinsey "uno strumento di corruzione morale alleato dei comunisti". Certo è che il personaggio Kinsey, Prok per gli amici, ha contribuito non poco a creare un alone di leggenda attorno a sé, e ad attirare le ire dei benpensanti. Le sue tesi sull'amore libero e sugli istinti, la sua ossessione sulla natura squisitamente animale dell'istinto sessuale umano, che andrebbe vissuto senza inibizioni e sovrastrutture socio-culturali, sull'omosessualità (con la sua celeberrima scala da 0 a 6 dei gradi di scelta sessuale - da 0 completamente etero a 6 totalmente omosessuale - Kinsey sostanzialmente certificò e santificò la parte omosessuale di ognuno di noi), fatalmente finivano per minare le basi dell'istituzione matrimonio nella sua accezione classico-borghese. I suoi metodi di ricerca poco ortodossi, che spesso e volentieri univano all'osservazione dei comportamenti sessuali altrui entusiaste 'sperimentazioni dal vivo' in prima persona, e la sua peregrinazione per gli Usa, di conferenza in conferenza, per dieci lunghi anni, fanno di lui anche un soggetto ideale per uno scrittore pieno di inventiva ed anticonformista come T. Coraghessan Boyle. Attraverso la figura del giovane, timido, all'antica John Milk, che subisce talmente il fascino mesmerizzante del vulcanico professore da accettarne controvoglia le avances omosessuali e con maggior entusiasmo il 'prestito' della moglie, lasciandosi coinvolgere in orge, voyeurismi e sperimentazioni, l'autore ci racconta il salto nel vuoto di chi abbandona il tepore della struttura morale canonica per veleggiare nel mare aperto degli istinti umani. Che se assecondati donano completezza, forza, energia, ma anche sofferenza, paura, delusione. E' sempre la stessa storia da Pandora in qua, sempre la stessa maledizione, sempre la stessa infelicità. Dov'è l'equilibrio tra emozioni e bisogni? Che senso ha l'amore? E il matrimonio? Fedeltà e gelosia sono anacronistici o necessari? Dove bisogna fermarsi, lungo la strada che dalla bieca, sessuofobica repressione porta ad una visione del tutto meccanicistica e individualistica dell'atto sessuale? Tutti dilemmi che il protagonista vive sulla sua pelle come stimmate, che ne squassano la vita plasmandola in una nuova forma e dandole una nuova direzione. Coraghessan Boyle ci prende per mano con uno stile immaginifico, elegante, privo di volgarità e di compiacimenti: il tema originale e l'ambientazione suggestiva fanno il resto, definendo i confini di un libro che per il lettore è anche un utile percorso di analisi sulla propria sessualità. Oltre naturalmente ad essere una lettura insolitamente piacevole.

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