Doctor Who - Guerra e magia

Doctor Who - Guerra e magia

451 d.C. Il Tardis sta sfrecciando nella notte, a diecimila metri dalla superficie del pianeta, quando incontra una strana barriera di energia che manda in corto circuito i generatori del campo di forza e lo costringe ad un brusco atterraggio che manda gambe all’aria i suoi occupanti. Il Dottore - nella sua prima incarnazione femminile - e i suoi compagni di viaggio Ryan, Yaz e Graham sono precipitati in Francia, anzi, per esser precisi, nell’antica Gallia (“Mai sentito parlare di Asterix nei fumetti? […] Asterix il Gallo, il piccolo e allegro eroe guerriero […] Ho fornito io l’ispirazione a Goscinny e Uderzo, sapete?”, si vanta il Dottore…). Ed è solo la prontezza di riflessi della viaggiatrice nel tempo e nello spazio che salva l’intero team Tardis da morte certa, quando, non appena usciti dall’astronave dalla bizzarra forma esterna di cabina telefonica blu della polizia inglese, si ritrovano sulla traiettoria della lama di Bleda, soldato ferito ma ancora letale. È lui ad informarli che i soldati romani, suoi nemici, stanno combattendo avvalendosi dell’ausilio delle arti magiche. E che anche loro, i guerrieri della stirpe Hsiung-nu, ovvero gli Unni, guidati dal famigerato Attila, devono ricorrere all’aiuto della magia; le misteriose streghe che hanno offerto i loro servigi all’uno e all’altro schieramento sono chiamate Tenctrama: il dottore sente puzza di interferenza e di tecnologia aliena, soprattutto quando si accorge che, nonostante le terribili ferite riportate, alcuni dei soldati uccisi in battaglia sembrano tornare in vita…

Doctor Who non è solo una serie cult - in radio prima, poi in televisione - ma è almeno da mezzo secolo parte della pop culture britannica (tra i suoi fan pare ci sia anche la Regina Elisabetta) che ha saputo attraversare la Manica e diffondersi a livello globale. Il Dottore, grazie al Tardis - astronave e macchina del tempo con le sembianze della cabina del telefono blu usata dai poliziotti inglesi negli anni sessanta - è in grado di muoversi nello spazio e nel tempo. Nel corso delle varie serie targate BBC si sono avvicendati, sino ad ora, svariati attori ed un’attrice nel ruolo del protagonista: dal 2018 (vale a dire dall’undicesima stagione della nuova serie, in onda dal 2005 dopo una pausa di 12 anni, interrotti dalla produzione di un film, nel 1996) ad interpretare il Dottore è Jodie Auckland Whittaker, inglese, classe 1982, ed è questa incarnazione del Dottore che ritroviamo al centro di Doctor Who - Guerra e magia (Doctor Who: Combat magicks in originale), sessantacinquesimo romanzo dedicato all’universo narrativo del misterioso personaggio. Stephen Cole, autore di fantascienza e di libri per bambini, classe 1971, che firma l’opera con lo pseudonimo di Steve Cole (nel corso della sua carriera ha firmato i suoi lavori anche come Michael Collier, Tara Samms, Paul Gride) non è certo un novellino: in passato è stato responsabile del merchandising del Doctor Who, ha firmato altri 13 romanzi ispirati alla serie, ha partecipato alla scrittura di fumetti ed alla produzione di alcuni audiolibri dedicati. È anche l’ideatore degli “Astrosaurs” (Gli Astrosauri), dinosauri spaziali protagonisti di diversi libri illustrati per bambini. A fare compagnia al Dottore ci sono in questa avventura Ryan Sinclair - un diciannovenne studente di ingegneria elettrica affetto da disprassia (disordine neurologico che comporta difficoltà nell’apprendimento e nella esecuzione di movimenti) a cui presta il volto Tosin Cole nello show televisivo, Yasmin Khan, detta Yaz, poliziotta di origine pakistana, interpretata sullo schermo da Mandip Gill -, Graham O’Brien, che nella serie rappresenta l’uomo comune, un autista di bus in pensione che ha scelto di viaggiare con il Dottore per allontanarsi dalla casa dove ha vissuto la morte della moglie, interpretato da Bradley Walsh. Cole si è divertito a confezionare una trama curiosa e godibile, inserendo ingredienti da serial come Walking Dead, Fringe e X-Files (la “legione di fumo” come sezione dedita al paranormale ed alle tecnologie aliene dell’esercito romano è decisamente un colpo di genio). Il libro si presta ad una lettura scorrevole, e ovviamente risulterà imperdibile per gli accaniti fan del Dottore, soprattutto per quelli più giovani.



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