Domina

Domina

Elisabeth Teerlinc, Judith Rashleigh: mille identità, un’unica donna alla quale avevano insegnato a credere nel merito, nel talento accompagnato dall’impegno, ma che ha capito ben presto e a sue spese che la vita era tutt’altro. Non ci mette poi troppo ad adeguarsi, a cambiare identità, città, stile, colore di capelli, pur se resta sempre legata all’arte, un amore di quelli che non si dimenticano. Purtroppo in questa sua fuga eterna lascia sulla strada potenziali amori, ai quali con consapevolezza non si lega mai, anche se non può impedire ai ricordi di assalirla, case e angoli di mondo nei quali ha lasciato il cuore e anche qualche cadavere, obbligata com’è a scappare e soprattutto muovendosi in un ambito in cui l’arte si mescola con i ricatti, con la mafia, con ambienti torbidi. E si sente vicina a Caravaggio, pittore che ama molto e di cui si cerca un disegno a Venezia. Il destino di Michelangelo Merisi sembra assomigliare al suo, braccato anche lui per un omicidio... A parte questo, d’altronde non certo particolare di poco conto, la vita di Judith/Elisabeth si muove nel lusso: soldi, gioielli, abiti firmati al punto che le cade lo sguardo “su un paio di sandali Prada in satin nero su una sottile suola argentata, con un magnifico ciuffetto di piume sul tacco. Sembravano i calzari alati di Mercurio”... volendo avrebbe potuto comprarsene un paio per ogni colore!

Un lavoro accurato di ricerca, quello della scrittrice Lisa Hilton, sia per quanto riguarda le città (Venezia, Belgrado, St. Moritz, nelle quali si muove come se le conoscesse tutte a menadito), sia per le opere d’arte e per gli artisti, di cui mostra conoscenza anche nei più piccoli particolari delle biografie, quasi ne sapesse anche i pensieri. Lei stessa, d’altronde, ammette, nelle note finali destinate ai lettori, di aver visitato le città, di essere tornata ad avvicinare Caravaggio, di aver cominciato a studiare il russo, di aver intervistato hacker e trafficanti d’arte per essere precisa nei riferimenti. All’inizio del libro sembra quasi di esserne respinti, se non si conoscono le vicende che hanno fatto parte del suo successo precedente “Maestra”. Poi in realtà il testo ti avvolge e ti abbraccia, si dipana e si svela e con esso la storia della protagonista che si fa sempre più intrigante e accattivante, fino a tenere il lettore incollato alle pagine. Anche perché se ci si ritiene inizialmente scostati da una donna che non si fa problemi nell’eliminare ogni ostacolo si trovi davanti, anche uccidendo senza farsi troppi scrupoli, che usa il sesso a suo piacimento, come sfogo fisico, mentale, come merce di scambio e anche come “arma impropria”, alla fine, quando “si scoprono le carte” si hanno le risposte a tutto, anche agli atteggiamenti, alle scelte, alle decisioni prese.



 

 

 

 
 
 
 

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