Don Lorenzo Milani

Don Lorenzo Milani

Don Lorenzo Milani, al secolo Lorenzo Carlo Domenico Milani Comparetti, nacque a Firenze nel 1923. Di famiglia benestante, ebbe la fortuna di crescere in un clima acculturato e stimolante, ma senza maturare mai un grande interesse per lo studio o carriere prestigiose. Terminato il liceo, infatti, non proseguì all’Università ma decise di dedicarsi alla pittura, prima presso il pittore Hans-Joachim Staude e poi presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Entrambe queste fasi posero i semi per il suo progressivo accostamento alla liturgia, che avvenne progressivamente tra il 1934 ed il 1943, anno in cui entrò in seminario. Il background familiare agnostico e lontano dalla formazione cattolica lo posero subito in una posizione difficile, diversa dall’ambiente seminariale, forte di idee politiche e non che spesso non trovavano concorde la curia fiorentina. Dopo il periodo di vicariato a Montespertoli venne infatti trasferito a Barbiana, una piccolissima frazione di Vicchio, nel Mugello. Fu proprio a Barbiana che Don Lorenzo Milani trovò l’humus giusto per mettere in atto un processo di educazione scolastica del tutto innovativo, rivolto ai più poveri e a tutti quelli che non avrebbero avuto, altrimenti, i mezzi per avvicinarsi allo studio...

Raccontare un figura religiosa ai bambini ‒ una figura non biblica, ma un personaggio della nostra storia, anche se non recentissima ‒ non è facile. Vanno fatte delle scelte, delle edulcorazioni, dei tagli importanti. Bisogna scegliere l’essenziale. Forse però questa scelta, questa necessità oltre ad arrivare al nocciolo di una biografia aiuta anche il lettore adulto a non perdersi tra polemiche e rivisitazioni storiche del caso che, infatti, troverebbero più senso in ben altra sede che questa. Il libercolo spillato e tutto colorato della coppia Fabris-Proniewicz adotta una prosa quasi favolistica, semplice, accogliente. Quando si tratta di sintetizzare quello che fu l’operato del giovane sacerdote così poco caro alla Curia che lo allontanò tra le montagne, la Fabris centra il punto su quelli che furono i motivi che spinsero Milani a fondare la prima scuola serale a San Donato di Calenzano, l’urgenza di far fronte all’analfabetismo ed alla futura disuguaglianza sociale tra i “benestanti” e quei non ricchi che per nascita non avrebbero mai potuto aspirare ad una vita migliore. Ai testi sono associate le illustrazioni di Sylwia Proniewicz, che si rifà ad un tratto squisitamente scolastico, altrettanto accogliente e comunicativo per i piccoli lettori a cui è destinato. Nella stessa collana sono presenti altre figure religiose, da San Pietro a Don Pino Puglisi, piccoli interessanti albi che fanno da ponte tra le prime letture e quelle più impegnate per gli anni a venire.



 

 

 

 
 
 
 

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