Donne

Donne
Prendete un cinquantenne suonato, con una pancia bianca flaccida che straborda dal bordo dei pantaloni logori, un passato come lavoratore alle poste di Los Angeles e un futuro da alcolizzato incallito. Non vi sorprenderà sapere che – per sua stessa ammissione – Henry Chinaski non vede la sottana di una donna da più di quattro anni. Eppure, da un giorno all’altro, la sua fama come scrittore miracolosamente cresce e il flusso di fianchi e gambe fuori dalla porta aumenta in modo esponenziale. C’è Lydia con i suoi preziosi consigli sul sesso orale, una figlia, la schizofrenia e una gelosia compulsiva; oppure Tammie con una rossa chioma fluente, un fisico mozzafiato e la borsa piena di anfetamine; la produttrice discografica Dee Dee, troppo dolce e premurosa per resistere al fianco di Hank; e poi Debra, la ballerina canadese Iris, Cassie, Valerie, Nicole, Katherine… insomma: un fiume di donne!
Eccoci nuovamente immersi nell’universo bukowskiano. Per muoverci adeguatamente in questo spazio narrativo è bene che il lettore segua i quattro punti cardinali che caratterizzano per antonomasia le righe dell’emigrante di Andernach: scrittura, alcol, scommesse e sesso. Ben lontano dal modello letterario erotico-inflazionistico che ha riscosso tanto successo in questi ultimi anni – gli esempi si sprecano dalle Melisse P. alle Saredisperate, per finire con le Pornoromantiche – Charles Bukowski narra con esemplare semplicità la quotidianità dei suoi giorni. Senza scalpore né clamore, l’autore ci guida tra giornate anonime e indistinte caratterizzate da sveglie a mezzogiorno, postumi alcolici, liti coniugali, defiance sessuali, reading di poesia ed esistenze picaresche. Donne non è quindi un libro sul sesso, ma il racconto ironico di una vita in cui il sesso ha avuto il ruolo di coadiuvante quotidiano per vincere la disperazione.

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